Basentini dimissioni dovute: quante ombre nella sua gestione del DAP

Anche se non c’è ancora l’ufficialità, dopo giorni di grande polemica, Francesco Basentini ha rassegnato le dimissioni. La decisione arriva dopo la scelta, da parte del Ministro Bonafede, di affiancargli come vice Francesco Tartaglia, finora consulente della commissione parlamentare antimafia e per 10 anni pm a Palermo.  Ma le polemiche per la sua responsabilità nella scarcerazione di alcuni boss detenuti al 41bis sono state solo le ultime riguardo la sua gestione del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP). Al suo posto, secondo le ultime indiscrezioni, Dino Petralia.

La discussa gestione di Basentini

Uomo di fiducia del ministro Bonafede, la gestione Basentini è stata piena di ombre e poche luci, eclissate definitivamente con l’emergenza Covid-19. Tanti, troppi gli errori commessi dal capo del DAP, e non solo nella gestione dei detenuti. Una delle prime critiche mossegli, infatti, arriva dall’interno, dai sindacati degli agenti di polizia penitenziaria che, più volte, si sono ritrovati soli e senza le dovute protezioni.

A questo, ha fatto seguito una disastrosa “risposta” alle rivolte avvenute nelle scorse settimane da parte dei detenuti, con tante zone grigie ancora da chiarire. Le risposta violenta da parte dei condannati in seguito alla sospensione dei colloqui con i familiari, volta a salvaguardare la loro salute, ha fatto storcere il naso a diversi esperti delle dinamiche carcerarie ma a far più rumore è stato il silenzio dei cosiddetti “pezzi grossi” detenuti nelle varie carceri.

Un silenzio assordante che ha trovato voce il 21 marzo nella tanto discussa circolare inviata dallo stesso Basentini ai direttori delle carceri che ha “permesso” a tanti boss di tornare in libertà, anche quelli al 41bis. Tanti avvocati difensori, infatti, si sono appellati a quella nota per permettere ai propri assistiti di ottenere, almeno, i domiciliari. Da Francesco Bonura a Pasquale Zagaria.

Proprio per la gestione del caso relativo a quest’ultimo. Il Tribunale di sorveglianza di Sassari, infatti, preso atto della richiesta dell’avvocato di Zagaria, ha interpellato, e sollecitato, il DAP chiedendo una sistemazione carceraria idonea per l’assistenza sanitaria necessaria al boss senza avere risposta. O meglio, senza risposta fino al giorno dopo la firma del provvedimento di scarcerazione. Nessuna malafede, sia chiaro, ma tanta ingenuità.

Il comunicato dell’USPP

Anche l’USPP, Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria, ha commentato l’indiscrezione delle dimissioni di Basentini ritenute tardive ma allo stesso tempo “un traguardo insperato, non certo un successo ottenuto contro la persona cui auguriamo di realizzarsi in altri ambiti professionali, ma per il bene comune di un’amministrazione che ha bisogno di ben altro rispetto ad estremi individualismi”. Una critica, quella del sindacato, che boccia la gestione dell’ormai ex capo del DAP segnata dal “personale abbandonato a se stesso, dall’inconcludente risultato su progetti avviati e mai conclusi, da errori gestionali con riflessi nefasti sulla credibilità del sistema carcere e, non ultimo, dal ruolo marginale riservato al sindacato”.

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Antonio Di Martino

Nato a Castellammare di Stabia. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania, dal 2015 inizio il mio percorso di collaborazione con diverse testate giornalistiche e radiofoniche. Dal 2019 sono direttore di ZonaCalcio.net e dal 2020 collaboro con StabiaPost.it.

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