#BreakTheSilence, la campagna social contro la violenza sulle donne

“Che culi! Io mi sc*po la bionda”. No, non è l’inizio di un film a luci rosse, né di nessun’altra storia inventata. Queste parole sono tratte da una storia vera, quella di una ragazza di soli 23 anni, e che potrebbe essere, anzi sicuramente lo è stata, quella di tante altre donne. Per fortuna, anche dal letame nascono i fiori e da questa esperienza vissuta è nata la campagna social #BreakTheSilence, che in queste ore si sta facendo largo sui vari social network a colpi di testimonianze, anonime o meno.

A lanciarla, come detto, Mariachiara Cataldo, 23 anni, della provincia di Torino che ci ha raccontato in esclusiva: “Dopo aver rispettato il lockdown, e le varie fasi di allentamento delle misure di sicurezza, la sera del 5 giugno decido di uscire per la prima volta di nuovo in pieno centro a Torino con due mie amiche. Mentre passeggiavamo tranquille, senza dar fastidio a nessuno, ci è stata urlata una frase “Che culi! Io mi sc*po la bionda”. Noi abbiamo preferito andar via. Non era la prima volta, in vita nostra, che ci capitava di subire una violenza verbale di questo tipo, e probabilmente non sarà l’ultima. Tornata a casa, però, ho rimuginato su quell’accaduto e sui tanti altri episodi subiti in questi anni, arrivando a una conclusione: “Non è la prima volta che capita, ma sarà l’ultima che subirò in silenzio”. È qui che nasce #BreakTheSilence”.

Mariachiara, quindi, decide di condividere su Instagram alcuni degli episodi vissuti, da quando a 10 anni fu ripresa di nascosto a cambiarsi negli spogliatoi della scuola alla sera del 5 giugno, invitando anche altre donne a denunciare, in maniera anonima o meno, le violenze subite. La campagna, in men che non si dica, diventa virale raggiungendo proporzioni insperate per la stessa.

“Grazie alla mia collega di università, Francesca Penotti, e alla mia compagna di danza Giulia Chinigò, e ad alcune pagine come UniTo.Spotted che hanno rilanciato l’iniziativa, abbiamo raggiunto un numero incredibile di donne, anche a noi sconosciute, che ci inviano le loro storie e di uomini che rimangono increduli e che ci sostengono. Perché, sia chiaro, la nostra non è una battaglia maschi contro femmine, ma giusto contro sbagliato. Solo perché una cosa non riguarda direttamente noi o chi ci sta vicino, che sia una violenza verbale, fisica, di genere o meno, non vuol dire che non ci riguarda”.

Infine, ha poi aggiunto: “Per noi donne, questi non sono episodi sporadici ma la vita di tutti i giorni. C’è bisogno di una battaglia culturale nelle case e nelle scuole che spieghi ai bambini il rispetto, non che lo imponga. Non bisogna rispettare l’altro, uomo o donna, bianco o nero, etero o omosessuale, solo per paura di ripercussioni, punizioni, ecc. Bisogna insegnare alle future generazioni il rispetto con il rispetto”.

Per seguire la campagna #BreakTheSilence clicca qui e collegati con l’account ufficiale.

Ecco alcuni screen della campagna #BreakTheSilence

#BreakTheSilence

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Antonio Di Martino

Nato a Castellammare di Stabia. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania, dal 2015 inizio il mio percorso di collaborazione con diverse testate giornalistiche e radiofoniche. Dal 2019 sono direttore di ZonaCalcio.net e dal 2020 collaboro con StabiaPost.it.

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