Camorra-sciacalla, la storia si ripete: la malavita si fa bella sfruttando le disgrazie

La memoria ci insegna che la storia è ciclica e con essa anche le sue sfumature più oscure, come se il mondo fosse in un loop temporale. Ad ogni grande catastrofe, per esempio, è sempre seguito un periodo buio in cui l’uomo è riuscito a dare il peggio di sé, sciacallando sui bisogni dei più deboli.

Anche la grigia era del Coronavirus non passa indenne questa ripetizione storica che, come in passato, vede il malaffare speculare sulle vite altrui. Come cento anni fa.

Erano gli inizi del 900, l’Italia era in guerra e la chiamata alle armi portò alla chiusura delle fabbriche ed all’abbandono dei campi. È in quel periodo che una parte della dottrina attribuisce l’affermazione definitiva dei primi clan mafiosi, già decisivi per l’Unitàd’Italia del 1861. Al termine del primo conflitto mondiale, sfruttando le condizioni di estrema povertà, ha inizio lo sciacallaggio malavitoso che, attraverso l’erogazione di prestiti a strozzo e favori vari, dà il là al velo di omertà con cui le varie organizzazioni si copriranno per oltre mezzo secolo.

La storia è ciclica, dicevamo. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale la situazione non cambia, anzi, peggiora. I capi-zona sfruttano i bisogni degli ultimi per affermare sempre più il proprio potere. Finanziamenti e posti di lavoro nelle ditte incaricate per la ricostruzione assicurano ai clan non solo l’invisibilità ma anche una moneta di scambio da utilizzare in politica: voti, tanti.

Camorra-sciacalla, la Campania rivive l’incubo

23 novembre 1980. La terra trema in Campania, trema come mai prima d’allora. Novanta i secondi di terrore e distruzione che portarono danni incommensurabili. Novanta i secondi che bastarono alla Camorra per raggiungere l’apice della propria ascesa ed alle sue mani ad allungarsi sulla ricostruzione. Una lotta cruenta per la spartizione di fondi e appalti coinvolse tutti gli apparati dello Stato e dell’Anti-Stato con un’unica vittima: i più deboli.

La storia si ripete, 40anni dopo. In Europa, e quindi in Italia, arriva il Coronavirus: chiudono le aziende con i cittadini che si ritrovano in difficoltà economica. Dall’ombra emerge la mano oscura della Camorra che prova a trarre beneficio attuando il più becero degli sciacallaggi: quello umano.

Da giorni, infatti, si registrano sollecitazioni all’attenzione pubblica da parte di più associazioni per quanto sta avvenendo sul territorio campano. Prestiti a strozzo ai cittadini ed alle piccole imprese in difficoltà, favori e, negli ultimi giorni, spesa gratuite a domicilio per comprare il silenzio ed il compiacimento delle persone.

“Siamo noi lo Stato che vi aiuta, siamo noi che pensiamo realmente a voi”, questo il messaggio che stanno cercando di far passare in questi giorni complicati, per comprare il favore dell’opinione pubblica e non solo. Cosa accadrà quando queste imprese non riusciranno a restituire i prestiti con tassi da usura applicati dai clan? Cosa accadrà quando verranno a “riscuotere” gli interessi per i viveri “regalati”? Cosa accadrà quando verrà chiesto ai cittadini di girarsi dall’altra parte?

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Antonio Di Martino

Nato a Castellammare di Stabia. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania, dal 2015 inizio il mio percorso di collaborazione con diverse testate giornalistiche e radiofoniche. Dal 2019 sono direttore di ZonaCalcio.net e dal 2020 collaboro con StabiaPost.it.

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