Castellammare, la Madonna di Porto Salvo torna a casa

Restituito alla città di Castellammare di Stabia l’antico dipinto della Madonna di Porto Salvo. La cerimonia di riconsegna si è svolta ieri, sabato 20 giugno, nella piccola chiesetta alle spalle della fonte dell’acqua della Madonna, l’opera è stata oggetto di un’importante intervento di restauro, del costo complessivo di circa tremila euro, messa in atto dal Rotary Club di Castellammare di Stabia, Distretto 2100.

La serata è stata aperta dall’Architetto Francesco Di Somma, Presidente del Rotary Club Stabiese che con questa grande soddisfazione conclude il suo mandato. Dopo il saluto alle autorità presenti la parola passa ad Antonio Brando, Assistente Governatore del distretto per poi lasciare la conduzione della serata al dr Egidio Di Lorenzo, vicepresidente, delegato ai beni culturali, il quale introdurrà i cosiddetti “tecnici” del settore, prima la parola passa al dr Giovanni Parrella, importante storico del’arte e poi, finalmente ad uno dei diretti interessati che hanno messo mano al restauro, Salvatore D’Alessandro, presente anche per conto del collega con il quale ha condiviso questo impegno, Luigi Scavella.

Con il racconto della nota storica dell’arte Ida Maietta si entra nel vivo dell’essenza del quadro e della sua presenza nella città di Castellammare di Stabia, Ida Maietta si sofferma sull’importanza della tipologia di Madonna che il quadro rappresenta, sull’origine e sullo stile: la madonna, che si libra sulla nuvola e che dall’alto protegge la città della quale in basso abbiamo una veduta che molto probabilmente è la più antica raffigurazione paesaggistica di Castellammare, è rappresentata secondo la tipologia della Madonna ODIGITRIA che indica la via, un tipo di raffigurazione che all’epoca, ricordiamo che il quadro risale agli inizi del ‘600, si diffuse a macchia d’olio. Inoltre, con un ricco contributo di immagini a sostegno delle sue tesi, la storica prosegue indicando le ragioni per cui crede fermamente che l’opera sia da attribuire alla bottega di Giovannangelo D’Amato, nativo di Maiori e molto attivo nel vice regno di Napoli dal 1576 al 1614.

A seguire un interessante intervento di Catello Vanacore, storico locale che si è soffermato sulla Castellammare del 1607, presunta data di creazione del quadro.

Gli interventi conclusivi a carico del sindaco, Gaetano Cimmino, che si è detto fortemente orgoglioso del contributo alla crescita e alla valorizzazione culturale della città tramite ‘intervento a cura del Rotary e del Vescovo, Monsignor Francesco Alfano che con la sua dolcezza di sempre ha lanciato un messaggio di speranza per il futuro della comunità.

Giusy Somma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *