Chiusura alle 23, locali penalizzati: parla Yuri Buono di Vincanto

L’ordinanza numero 49 del 20 maggio 2020, che ha regolamentato le riaperture di tanti esercizi pubblici come ristoranti, pizzerie, bar, baretti, vinerie, chioschi ecc., sta facendo ancora discutere. Senza entrare nel merito specifico della particolarità della questione, e senza dare adito a nessuna strumentalizzazione, proviamo a dar spazio a qualche riflessione.

La prima che viene da fare, parte da uno dei tanti spot pubblicitari post-Covid, si, perché anche per la pubblicità potremmo già parlare di un’era a.C19 e p.C19 e ciò senza inutili sbattimenti da parte di tanti “indinniati” che si reputano disgustati dal cambiamento di rotta di tante aziende che stanno adeguando i propri spot alle esigenze post coronavirus, ma di cosa pensano campi quelle stesse aziende e le agenzie pubblicitarie? A volte l’ingenua stupidità o la stupida ingenuità di tanti sbalordisce ancora! Uno di questi post, dicevamo, fa una panoramica di tutto quanto è successo in questi mesi, con una dolce musichetta di sottofondo, dicendoci che, in fondo, siamo tutti uguali perché in quarantena abbiamo fatto le stesse cose: cantato dai balconi, impastato pane, pizza e dolci fino a sfondarci, messo sugli altarini medici e paramedici … e fin qui potrebbe anche essere tutto buono e bello, ma in realtà, a pensarci bene “Quanto brutto è stato questo virus che ha uniformato ciò che uniforme non è?” la domanda se la pone uno di quei soggetti sui quali è ricaduta l’ordinanza del 21 maggio, quella che avrebbe dovuto sancire le riaperture e che, invece, al contrario, in troppi casi, sancirà le chiusure.

Yuri Buono è il gestore, l’animatore, l’ideatore di un locale che, nella fredda nomenclatura dei codici è definito vineria, si chiama Vincanto e sta a Pompei. Yuri Buono è uno di quelli che non riapre e riflette insieme a noi, a titolo strettamente personale, ci tiene e ci teniamo a sottolinearlo “Chi non fa questo lavoro non può capire quante spese ci siano, mi chiedono di aspettare altri 15 giorni ma non si può perché veniamo già da due mesi e più di fermo” vorremmo ricordare che Yuri il 9 marzo decise spontaneamente di fermare l’attività del suo locale, prima del decreto di chiusura del governo che sarebbe arrivato solo qualche giorno dopo “Il problema è molto serio! I decreti e le ordinanze emanati la sera prima delle eventuali riaperture hanno dimostrato una mancanza di considerazione per la ristorazione da parte del governo e della regione, soprattutto tenendo conto delle già molteplici regole da seguire alle quali se ne sono aggiunte altre, nuove, la sera prima”

Per ritornare al principio, sbagliato, di uniformare il tutto per sentirci più vicini, si tratta di un concetto che va a mettere in contrasto realtà totalmente differenti, a volta opposte, seppur accomunate dall’appartenenza burocratica alla stessa categoria. Nel caso specifico di Vincanto, per esempio, si verifica proprio tale ossimoro, oseremmo dire, il locale dovrebbe rientrare nella tipologia per la quale è prevista la chiusura alle 23 per evitare assembramenti, dovrebbe rientrare quindi nella tipologia di locali “presso i quali si svolge la cd “movida”, così recita l’ordinanza, vi è una piccolissima differenza però …

Vincanto non fa “movida”, fa Cultura! Più precisamente “cultura del territorio” il che sembra essere ancora più importante. Ma Yuri non ce la fa “Si getta la spugna – ci dice – per tutta una serie di incognite delle quali io non do la colpa a nessuno, ma che di fatto impediscono una serena riapertura e gestione di un locale come il mio e questo perché non c’è la forza di chiudere ancora tutto e sostenerne le spese” le incognite sono tante, a partire proprio dalla comprensione della propria categoria, al numero di persone che possono stare sedute allo stesso tavolo, a tal proposito ne è un esempio lampante il blitz-spettacolo della guardia di finanza sul lungomare di Napoli atto a “bloccare” una comitiva di 10 colleghi (persone quindi che già lavorano gomito a gomito nello stesso ambiente) che si stava godendo il primo pranzo all’esterno post-lockdown avvenuto proprio il 21 maggio, salvo poi dar notizia in tarda serata della regolarità del tutto e dell’inesistenza di sanzioni da elevare.

Un’accezione generale dice poco, come si fa a far capire cos’è Vincanto?

Vincanto è un viaggio attraverso i 5 sensi nel quale si viene accompagnati per mano tra pietanze antiche come la pagnotta di farro e orzo, alla scoperta del mondo Slow-Food con il fagiolo cannellino dente di morto di Acerra, a dolcezze che riportano agli albori della storia archeologica come la cassata di Oplonti e lo zuccotto di Fannio Sinistore a cui è intitolata la villa in cui sono stati ritrovati gli affreschi che ritraggono tali pietanze. Una sinfonia di gusti magistralmente accompagnata da calici d’autore, perché Yuri Buono , tra le altre cose, è un sommelier appartenente all’AIS,  che completano la conoscenza di quel meraviglioso nostro territorio che ancora tanto ignoriamo e che tanto abbiamo conosciuto anche grazie alla sapiente e paziente opera di Yuri Buono che, ancora in questa quarantena, già conscio di tutte le difficoltà che il suo locale avrebbe dovuto affrontare, ha continuato a divulgare, a volte tirando le orecchie per indicarci la sana strada dell’utilizzo di prodotti di stagione (a tal proposito ricordiamo anche che Vincanto è uno dei promotori del Mercato della Terra Slow Food di Boscoreale) , altre per continuare a parlarci degli straordinari prodotti della nostra terra, nel locale di Yuri potete assaggiare il Conciato Romano di quell’altra meraviglia che è la famiglia Campestre, il Conciato Romano! Ma voi avete idea di cosa sia il Conciato Romano? E’ il formaggio più antico del mondo, citato da Plinio, definito “il tartufo bianco del sud” che quando Yuri ve lo serve accompagnato dalla papaccella napoletana grigliata all’olio di Vincenzo Egizio ci sta solo da perdere la testa! E qui si rischia di perdere tutto questo … No, non può essere, non sappiamo quale possa essere la formula per mettere tutto a posto, non sappiamo e non vogliamo individuare un unico colpevole altro se non il maledetto Covid19, sappiamo solo che, come Yuri stesso dice, “E’ una guerra e in una guerra c’è chi vince e chi perde, in questa guerra hanno vinto alcune attività e hanno perso altre, mi auguro solo che ci sia chi ne terrà conto di chi questa guerra l’ha persa” e nel momento in cui un locale come Vincanto getta la spugna, l’unico a vincere è stato proprio il virus!

Giusy Somma

 

 

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