Giornata della Memoria – L’importante è conoscere – La memoria nel piatto … la zuppa di Esau come simbolo della rinascita ebraica

di Giusy Somma

 

Nella Giornata della Memoria mi fa particolarmente piacere raccogliere la testimonianza di un amico personale e di Castellammare di Stabia, un artista molto conosciuto e completo, cantante, musicista, attore, caratterista e … anche altro, poiché vi anticipo che a breve ci saranno delle sorprese.

La simpatia di Lello Muollo è ben nota, un uomo dal volto e dalle forme “accoglienti” che rivela un animo dolce e sensibile combinato ad uno sguardo acuto ed attento sul mondo che ci circonda, chi lo conosce bene si è abituato ormai a vederlo con le sue inseparabili kippot, segno di un legame di Lello con il mondo ebraico.

Gli chiedo quindi di raccontarmi come è nato il suo rapporto con l’ebraismo…

« Mi sono avvicinato all’ebraismo per ben comprendere il cristianesimo, non ho potuto fare a meno di ritornare alle origini, non si poteva prescindere da questo anche se, per secoli, la chiesa, in modo più o meno consapevole, ha alimentato le correnti antisemite, poi a partire dal concilio la visione e la considerazione del popolo ebraico si sono spostate sotto un altro aspetto e io condivido questa linea, d’altronde Cristo era ebreo e tutta la chiesa primitiva si poggiava sui riti dell’ebraismo, in tal modo più ho studiato l’ebraismo più mi sono sentito addentro al cristianesimo o perlomeno ad una parte di esso”

Il percorso di cui parla Lello è iniziato oltre 30 anni fa come appunto ci rivela…

“Attraverso una predicazione ho iniziato una specie di cammino a ritroso fino alle origini della Chiesa apostolica … diciamo che, partendo idealmente da Piazza San Pietro mi sono ritrovato prima sul Giordano e poi ancora più indietro, in Egitto, fino al Moriah, il monte di Abramo che, attenzione, ricordiamo essere anche il padre dei Muslim”.

Questo viaggio ha portato Lello Muollo a considerarsi oggi un cristiano cattolico alla ricerca delle sue radici nell’ebraismo …

“Cristianesimo ed ebraismo ruotano intorno ad un avvenimento storico che si rende presente e attuale nel momento stesso in cui si celebra: la Pasqua”

Per quanto riguarda le festività ho chiesto a Lello come si pone tra Yom Kippur e il Natale…

“Mi rifaccio alle festività ebraiche vivendole come ‘crisalidi’ di quello che in pienezza poi saranno le feste cristiane, ho un buon dialogo con realtà dell’ebraismo più disposte al confronto e al dialogo senza reciproche pretese di conversione”  – come se le une, di festività, quindi, andassero a ‘completare’ le altre -“esatto, non è un discorso di sincretismo, ognuno rimane se stesso, ma i punti di contatto sono più dei punti di separazione. Tutto nasce dalla conoscenza, per quasi 2000 anni ci si malediceva a vicenda: da un lato i cristiani bestemmiatori e pagani, dall’altro i perfidi giudei deicidi”.

Non si può tenere fuori la Chiesa in questo discorso che purtroppo tanta parte ha avuto anche nell’incoraggiare e benedire le persecuzioni, come ribadisce il mio amico …

“Chiesa orba e compromessa che oggi arrossisce riconoscendosi pubblicamente in errore”

Un’ammissione di colpa, direi, che giunge un po’ troppo tardiva e un po’ troppo ‘sommessa’.

Lello perché è importante ricordare?

“Perché i ‘riduzionisti’ o peggio ancora, i ‘negazionisti’ esistono in tutte le correnti o religioni e, per questo, il dovere della memoria s’impone maggiormente oggi più che mai. Sono stato ad Auschwitz e non sono uscito così come vi sono entrato, ho letto molto e visto tanti documentari ma trovarmi fisicamente lì è stato traumatizzante; così come, invece, è stato ‘rasserenante’ la visita al Viale dei Giusti tra le Nazioni all’interno dello Yad Vashem, il memoriale della Shoah a Gerusalemme”

 

(in foto Lello Muollo e la moglie al muro del pianto)

Oltre alla sensibilità culturale ed artistica, il nostro Lello coltiva anche con grande diletto e passione quella culinaria, accompagnato per mano dalla sua gentil consorte che gli prepara deliziosi manicaretti, e a tal proposito non potevo esimermi dal chiedergli quale, tra i tanti piatti della tradizione ebraica, metterebbe in tavola oggi, 27 gennaio 2021, per celebrare la Giornata della Memoria:

“Non ho dubbi al riguardo: è la più semplice tra le ricette della tradizione ebraica: la minestra di lenticchie rosse di Esaù, la vicenda biblica vede protagonisti Esaù e Giacobbe, due fratelli gemelli, Esaù è il primogenito perché uscito prima, Giacobbe invece ha tutti i vizi e le virtù che poi avrà il popolo di Israele. Esaù, rientrato affamato dalla campagna,  baratta la propria primogenitura per il piatto di lenticchie di Giacobbe, ricordiamo che la primogenitura per gli ebrei è una cosa importantissima perché oltre ad assicurare il patrimonio materiale, la terra, gli armenti, ecc. prevedeva la benedizione del padre, cioè il favore di Dio che lo considerava primogenito, quando parliamo di Giacobbe parliamo di Israele, il suo nome verrà così trasformato, Israele quindi è il primogenito di Dio.

La zuppa di Esaù è una proclamazione della unicità e dell’esistenza di Israele, porre in questo giorno al centro della tavola la minestra significa dire che Hitler e tutti quelli che, nel corso dei secoli hanno tentato di distruggere Israele, sono stati sconfitti, laddove tutto diceva che non c’era più niente da fare, il ‘resto’ di Israele è ritornato, non ci è riuscito Aman, non ci è riuscito Tito, non ci è riuscita Roma compresa la Chiesa, non sono riusciti a far sparire, ad annientare il popolo eletto, quasdi come una proclamazione di vittoria, quindi:ciò che Esaù aveva rifiutato: la primogenitura, Israele\Giacobbe l’ha accolta ed è diventato il popolo eletto”

E che zuppa di Esaù sia!

Su indicazione di Lello ho preparato la zuppa con la ricetta di Chiara di #rossorimmon

Ingredienti:

-250 gr di lenticchie rosse decorticate

-1 carota

-1 costa di sedano

-1 piccola patata

-1 cipolla

-Brodo vegetale

-2 cucchiaini di curry

-1 cucchiaino di cumino

-sale

– olio extra vergine

Mettere tutte le verdure con le lenticchie in una pentola, aggiungere un giro di olio extra vergine di oliva, fate riscaldare ed insaporire per qualche minuto a fiamma media poi unire il brodo vegetale a coprire il tutto e far cuocere per circa 20\30 minuti, aggiungere il cumino e il curry, aggiustare di sale  e frullare il tutto. Io l’ho servita con una formaggetta fatta in casa.

Oltre alla pietanza consigliata per la Giornata della Memoria, non poteva mancare, visto che come è stato già detto, Lello è anche un musicista, un riferimento musicale da ricordare e da collegare a questa giornata. La scelta è caduta su un canto yiddish dal titolo evocativo che ricorda il misero pasto, quando veniva dato, degli internati nei campi di concentramento : Bulbes, vi lascio il link con il testo e traduzione

https://lyricstranslate.com/it/bulbes-potatoese.html

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