San Leonardo sempre più focolaio. Il Sindaco Cimmino: “Sono incazzato nero”

“Sono incazzato nero, ma difendiamo l’ospedale”. Il San Leonardo è sempre più focolaio del Covid. Il sindaco Gaetano Cimmino torna a sparare a zero, esprimendo tutta la sua rabbia per i 23 contagi tra gli operatori sanitari dell’ospedale stabiese, in occasione di un confronto, organizzato dalla redazione di Metropolis Quotidiano, con il direttore generale dell’Asl Na3 Sud Gennaro Sosto.

Il numero dei contagiati tra gli operatori sanitari fa dell’ospedale San Leonardo uno dei presidi più colpiti dall’emergenza Covid. ll direttore Sosto ha provato subito a fare chiarezza sui numeri. “Sono 19 gli operatori in servizio presso il San Leonardo che hanno contratto il virus. – sostiene Sosto – Non 23, dunque, perchè in 4 sono gli operatori del 118 che non prestano servizio stabile presso il nosocomio stabiese”.
Distinguo che non convince il Sindaco Cimmino, secondo il quale “gli operatori del 118, indipendentemente dall’inquadramento contrattuale, prestano il primo soccorso ai cittadini stabiesi e, pertanto, se non tutelati, rappresentano il primo importante veicolo di trasmissione del virus”.

Sosto non ha fatto mistero delle frizioni in corso tra le sigle sindacali e la direzione sanitaria. Frizioni che, a suo dire, “hanno inciso anche nelle decisioni manageriali e hanno determinato un importante cambio al vertice, in piena emergenza Covid”. Ma intanto lo sguardo è già al futuro. “È pronto uno straordinario piano di investimenti che riguarderà tutto il comprensorio e anche il San Leonardo a cui sono destinati 10 milioni di euro. Un piano già programmato, rispetto al quale è stato attivato un accordo quadro per l’individuazione dei progettisti”.
“Mi chiedo dove sia finita l’emodinamica” ha incalzato il Sindaco. “La buona programmazione implica la realizzazione di un progetto.
E l’emodinamica, progetto approvato e finanziato già dal 2016, mi risulta che al momento sia ferma al palo”.

Il primo cittadino ha evidenziato come la strategia politica abbia, nel corso degli anni, penalizzato l’ospedale San Leonardo che, in un’ottica di visione politica regionale, non ha trovato la giusta dimensione e il proprio spazio, nonostante questo, in condizione ordinarie, dia risposta a circa 500 mila utenti annui.
“L’ospedale stabiese ha bisogno di trovare una mission ben specifica e una propria allocazione all’interno del comprensorio. – ha concluso il primo cittadino –
Troppo spesso si è assistito a investimenti e spartizioni che hanno visto la struttura stabiese fortemente penalizzata rispetto ad altre limitrofe dove le attenzioni della politica regionale sono state più evidenti”.

È con questo spirito che il primo cittadino e il direttore generale si sono concessi una “stretta di mano virtuale, nell’ottica di una cooperazione mirata a difendere il San Leonardo e a programmare un futuro di crescita e di sviluppo senza clientele e personalismi”.

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