Silvia Romano e la “colpa” di esser donna in un paese come l’Italia

Silvia Romano torna in Italia dopo 18 mesi di prigionia e passa da un inferno ad un altro. Perché se dovessimo racchiudere le ultime ore della ragazza, da quando è rientrata in Italia in pratica, non ci sarebbe una definizione migliore di “inferno mediatico” per sintetizzare il tutto.

Abbiamo liberato un’islamica” titola Libero,Islamica e felice, Silvia l’ingrata” è invece la prima pagina de Il Giornale. Come se un italiano possa esser meritevole di esser liberato da una prigionia solo se cristiano o, almeno, di fede differente da quella dei suoi rapitori. Come dire che la liberazione di Aldo Moro è stata giusta trattarla perché lui cristiano ed i rapitori agnostici, altrimenti sarebbe stato un sacrilegio.

Così, sui social si passa da “ma la vedete? Sta meglio di me” e “lei è voluta andare lì e noi dobbiamo pagare” a “l’Italia ha speso 4 milioni per farla mettere incinta”, cosa che per inciso non è vera e si aggiunge alle tante bufale che circolano in rete, fino al post di Nicola Basso, consigliere “venetista”, che prima scrive e poi cancella, “impiccate Silvia Romano. Un’altra tr**a che ci è costata 4 milioni”. Insomma, la ragazza non solo ha la colpa di aver scelto di compiere una missione umanitaria ma anche quella di esser stata rapita e, per giunta, esser tornata illesa.

Il commento che non t’aspetti, però, arriva da uno dei profili Twitter più seguiti in Italia: quello della Lega. L’account ufficiale del partito di Matteo Salvini, infatti, ricondivide un tweet a sfondo sessista. Perché forse, la verità, è tutta qui. La colpa di Silvia Romano è di esser nata donna in un paese come l’Italia.

Silvia Romano e Luca Tacchetto, due pesi e due misure

Quando a marzo, dopo 15 mesi di prigionia, Luca TacchettoLuca Tacchetto (in foto) è stato liberato ed è rientrato in Italia in buone condizioni fisiche, e con le voci riguardanti “un riscatto” pagato ai suoi oppressori, nessun giornale, nessun giornalista, nessun politico e nessun italiano ha aperto bocca. Nessun lamento, solo silenzio e “commozione”. Un po’ com’è avvenuto per gli altri due italiani liberati nell’ultimo anno, Sergio Zanotti e Alessandro Sandrini.

Perché l’Italia del 2020 si basa su due P: patriarcato e patriottismo, perché se si canta l’inno sui balconi è perché siamo tutti fratelli, non sorelle.

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Antonio Di Martino

Nato a Castellammare di Stabia. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania, dal 2015 inizio il mio percorso di collaborazione con diverse testate giornalistiche e radiofoniche. Dal 2019 sono direttore di ZonaCalcio.net e dal 2020 collaboro con StabiaPost.it.

2 pensieri riguardo “Silvia Romano e la “colpa” di esser donna in un paese come l’Italia

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    12/05/2020 in 17:07
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    Le voci schifose, vomitevoli, ci sono state e lo sappiamo bene: a cominciare da certa carta stampata che definire giornali sarebbe un’offesa al bellissimo Topolino. Ma credo e voglio credere che la maggior parte di noi abbia accolto la notizia con una grande gioia.
    I problemi di cui ci parla Antonio in Italia ci sono sicuramente: prima lo ammetteremo e prima riusciremo ad affrontarli e combatterli.

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      12/05/2020 in 17:38
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      La cosa più importante è che è viva e sta bene , potrebbe essere una nostra figlia
      . Le ragazze di oggi ragionano a modo loro con i loro ideali umanitari sprezzanti dei pericoli che si nascondono si recano in luoghi altamente rischiosi per i sequestri e non se ne rendono conto perché sono troppo giovani .

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