Campania, De Luca viola la par condicio. Scala: “Siamo la Regione delle banane”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli hanno incontrato, nella mattinata di ieri, i candidati vincitori del concorso indetto dalla Regione Campania che andranno ad integrare la macchina amministrativa del Comune di Salerno.

Circostanza che ha fatto infuriare Tonino Scala, il segretario regionale di Sinistra Italiana impegnato alle prossime elezioni in Campania con la lista Terra. Tutte le pubbliche amministrazioni, nel periodo che intercorre tra la data di convocazione dei comizi elettorali e la chiusura delle operazioni di voto, non possono svolgere attività di comunicazione istituzionale (articolo 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, più comunemente conosciuta come legge sulla par condicio). 

La Regione delle banane – Il comunicato di Tonino Scala

Ci sono un Sindaco e un Presidente di Regione che convocano in un teatro i 189 vincitori di un concorso regionale, non certo al solo scopo di fare loro gli auguri. Il Presidente è anche ricandidato e non manca, ovviamente, di magnificare il proprio operato. Poi c’è una legge dello Stato, lo Stato di cui fanno parte la città e la Regione governate dai signori di cui sopra, mica un altro, che vieta espressamente alle amministrazioni pubbliche di fare propaganda nel periodo che va dalla convocazione dei comizi elettorali alla chiusura delle operazioni di voto. La ratio di questa norma è quella di evitare che la comunicazione istituzionale e la propaganda elettorale si possano sovrapporre a vantaggio di chi occupa già una postazione di governo. Ma gli amministratori e la legge non si conoscono e non si incontrano.

Poi ci sono partiti che hanno decine di parlamentari e consiglieri regionali eletti in quella Regione che non si sognano nemmeno di sollevare il caso o di fare una interrogazione parlamentare. Probabilmente perché hanno deciso una desistenza di fatto nei confronti del Presidente uscente che è dato per rientrante. Così, quei partiti fanno finta di non conoscere la legge e si girano dall’altra parte.

Però c’è anche una lista nata per difendere l’ambiente e i diritti che si chiama TERRA. Quelli di TERRA non gliela faranno passare liscia, si rivolgeranno agli organi di governo responsabili del rispetto delle regole in campagna elettorale. Ma non per evitare che accada di nuovo, no, non ci basta. Vogliamo che questi comportamenti illegittimi vengano sanzionati, perché in Campania chi violava una ordinanza regionale veniva punito con una limitazione della libertà personale come la quarantena coatta, mentre oggi il commerciante che ha la sfortuna di ricevere un avventore senza mascherina riceve una multa di 1.000 euro. Allora sarà il caso di rispettarle tutte le leggi dello Stato. O siamo nella Regione delle banane?

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