È morta Marcella Continanza, giornalista e scrittrice stabiese

Apprendiamo dalla pagina Facebook del professore Pierluigi Fiorenza, la notizia della scomparsa di Marcella Continanza, giornalista e scrittrice d’origine stabiese, morta a Francoforte dove risiedeva col fratello Francesco.

Fiorenza la ricorda come “una donna tenace che non si arrendeva di fronte alle difficoltà”. A Francoforte aveva ideato il Festival della poesia e dirigeva il giornale Clic dedicato alle donne italiane residenti in Germania.

“Coraggiosa, testarda, libera ma soprattutto fuori da ogni logica di potere, Marcella scelse la strada dell’esilio per non rinunciare alla sua indipendenza. E così quando nel 1985 Berlusconi acquistò Vietato Fumare, rivista dedicata al cinema da lei diretta, e lo trasformò in Ciak, preferì trasferirsi a Francoforte.

In Germania si è occupata di Cultura ed Economia per il Corriere d’Italia, giornale redatto dai nostri connazionali, e i suoi articoli le hanno dato un’enorme popolarità. Dal 1989 è la promotrice a Francoforte della Mostra del libro italiano per ragazzi, il cui obiettivo è quello di far riscoprire le loro radici ai figli dei nostri emigranti.
Nel 1991 organizzava la rassegna Donne e poesie in cui sono le stesse autrici italiane, provenienti da varie città tedesche, a leggere i loro componimenti e a commentarli.
Nel 1992 ha pubblicato Cartolina da Francoforte, un’insolita guida turistica della città tedesca per gli italiani in cui grande spazio è dato all’apparato iconografico, alle leggende metropolitane, ai monumenti e alla loro storia.
Tra le altre opere pubblicate si segnalano per la narrativa Le oblique magie e Il giorno pellegrino, in cui racconta l’esperienza di una giornalista con le sue ansie e le sue gioie all’interno di un quotidiano, le Antologie Venezia come e Immagini d’Italia. 
Tra le raccolte poetiche un posto a parte meritano Piume d’Angeli, Rosas nocturnas, Passo a due voci, Solo le muse cantano.”

Fiorenza ricorda quella volta in cui le chiese quale fosse stato il traguardo più importante che avesse raggiunto nella sua vita. Rispose così:

“Sicuramente amare ed essere d’aiuto agli altri. Quello che ho fatto finora non è stato altro che la realizzazione di un sogno di quando ero ragazza. Infatti fin da piccola avevo la passione della scrittura ma il mio sogno era quello di diventare giornalista. I motivi di questa mia passione sono diversi. Uno è ideologico, cioè volevo battermi contro le ingiustizie, e l’altro era esplorativo, ossia volevo conoscere il mondo e diventarne testimone. Da una prima fase narrativa, condizionata da un impegno sociale, a una seconda fase saggistica, sono passata alla terza: quella della poesia, che riprende un discorso adolescenziale ma con una ricerca linguistica”.

Oggi Castellammare piange una sua figlia, una grande donna, una bella mente.

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