Il Libro – Baci da Polignano di Luca Bianchini

Questo libro me sono trezziàto. Che significa? Provo a spiegarlo, ci provo perché è una cosa non facile da esporre. Trezzià potrebbe essere la traduzione di succhiellare o spizzicare, ma non è solo questo. Quando si tratta di carte ha un significato più ampio, il verbo napoletano infatti va ben oltre il movimento dello spizzicare,  guarda nell’occhio del giocatore fino a quando, scoprendo bene il margine della carta spizzicata, non ha contezza del reale valore della carta.

Avete mai giocato a carte? Le avete mai scoperte poco alla volta come avrete visto in migliaia di film? Bene con “Baci da Polignano” ho fatto così. Mi sono gustato i capitoli uno per volta. Un capitolo al giorno. Volevo non finissero mai. 44 capitoli, 44 giorni, più uno: i ringraziamenti. Sì, i ringraziamenti che Luca Bianchini fa in ogni suo libro, sono un libro nel libro e meritano la giusta attenzione. Baci a Polignano edito dalla casa editrice Mondadori scritto da quel bravo ragazzo di Luca Bianchini segna il ritorno di Ninella, Mimì e tanti altri i personaggi che avevamo conosciuto e amato in “Io che amo solo te” e “La cena di Natale”. Non vedo l’ora di vedere, spero ci sarà,  la versione cinematografica così com’è stato per i primi due libri diretti con tanta delicatezza, ironia e romanticismo da Marco Ponti. I libri però, come tutti i libri, son sempre altra cosa.

I personaggi di Baci a Polignano, come quelli della trilogia d’altronde, sono così vivi, così ricchi com’è ricco il quotidiano e di questo sono convinto, c’è ancora tanta, ma tanta vita ancora da raccontare. Sì, perché in questa trilogia c’è vita, vita vera quella che può da un momento all’altro prendere strade che non ti aspetti. La vita scorre lenta a Polignano, il maestrale va e viene e il mare guarda e si fa guardare. Tanti i cambiamenti avvenuti in questo lasso di tempo. Al “Petruzzelli”, no non è il famoso teatro di Bari, ma la casa degli Scagliusi, Matilde, la moglie che ha sempre fatto di tutto per tenere don Mimì legato a sé, mentre la testa e il cuore di quest’ultimo erano e sono dietro la donna della sua vita, quella Ninella che non ha sposato per colpa dei genitori, non fa più le polpette e il risotto con il Bimby, anche se durante la separazione ha chiesto di tenerselo. È presa dalla storia con Pasqualino. Sì, il tuttofare di famiglia, ormai i due stanno insieme e vivono nel Petruzzelli. Anche Ninella ha una nuova fiamma, si chiama Carlo ha 38 anni è un architetto di Milano. Damiano e Chiara hanno avuto una bambina che sta crescendo e viene viziata da nonna Matilde. Damiano lavora nell’impero delle patate, l’azienda di famiglia, Chiara fa la wedding planner. Nancy, invece, la sorella di Chiara, continua a stare appresso a Tony che nel frattempo ha cambiato squadra ed è fidanzato. Nancy vuole diventare la prima influencer di Polignano e passa il giorno a fare dirette e storie. Olando, il fratello di Damiano, vive sempre nel capoluogo pugliese, fa sempre l’avvocato e continua con la sua amica Daniela a godersi la vita e a buttarsi in storie di sesso e amore. La zia Dora vive sempre al nord, ma torna per gestire l’eredità del marito: un Trullo. La signora Labbate invece, oltre a farsi sempre i fatti degli altri, è diventata imprenditrice rampante facendo fruttare i suoi appartamenti che ha trasformato in B&B. E don Mimì? Vice da solo e ha un solo pensiero: riconquistare Ninella. Ormai Ninella, don Mimì mi sono entrati e non escono, fanno parte di me. Leggere Baci da Polignano è stato come fare un salto nel tempo, ritrovare dei vecchi amici, di quelli che, anche se s’incontrano ogni tanto, a distanza di anni, sanno sempre farti sorridere, riprovare emozioni mitigate e rispolverare ricordi preziosi.

Baci a Polignano è la storia di due ragazzi, ormai nonni, hanno più o meno sessant’anni che, forse, lo scoprirete solo leggendo, per la prima volta, avranno l’occasione di amarsi alla luce del sole!

Nel terzo libro di una trilogia che vi consiglio di leggere, il clima è sempre lo stesso scanzonato da un lato, ma ricco di sogni, di vita dall’altro. Leggero e nello stesso tempo profondo come sono i nostri giorni.

La storia non è mai ripetitiva, ricca di colpi di scena, di calore e di colore che parte dalla vita di tutti i giorni e ci spinge a riflettere sui nostri giorni in modo disinvolto e profondo.

Un libro che ho letto in un periodo particolare della mia vita, un periodo cupo, ricco di paure, di distanziamento sociale che mi ha portato in un mondo che lo sento un po’ mio.

Un testo che mi ha dato calore, mi ha abbracciato, forte: ne avevo proprio bisogno.

Ringrazio Luca per questo, riesce sempre a farmi stare bene con i suoi libri.

Sono trascorsi sette anni da quando la famiglia Scagliusi, e di riflesso Luca Bianchini, ha fatto il suo ingresso nella mia vita. Ringrazio quella mattina, quella trasmissione alla radio che me lo fece conoscere. Mi colpì subito il suo approccio e corsi subito in libreria a dir la verità era un Autogrill c’era anche il 15% di sconto e… Erano le 6 del mattino, ero in macchina e il suo modo di parlare era vero, lo sentivo vicino. Quel modo, quelle sensazioni hanno avuto conferma nelle parole, l’ho ritrovato nei suoi libri e anche da vicino, ho avuto la fortuna di conoscerlo, è proprio una bella persona. Leggetelo, vi farà stare bene diventerà vostro amico.

Buona lettura

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