Il Libro – “Il mio cadavere” di Francesco Mastriani, il primo giallo italiano

Ripubblicato con una mia prefazione dalla casa editrice edizioni Mea, “Il mio Cadavere” di Francesco Mastriani è il primo giallo italiano targato Napoli.

Il giallo: croce e delizia di notti insonni!

Chi nella propria vita non si è arrovellato il cervello per tentare di risolvere l’enigma di un bel libro o di un film giallo.
Il giallo è un genere letterario nato nella seconda metà dell’Ottocento. Sorto come genere poliziesco, ha seguito pedissequamente l’evoluzione del modo di fare le indagini. Oggi possiamo annoverare a questo intramontabile e fortunato genere letterario le spy-story, i gialli psicologici, i noir, i thriller. Edgar Allan Poe, Agatha Christie, Arthur Conan Doyle sono solo alcuni dei padri dei libri gialli, ma anche i più amati dai lettori del genere.

Con il passare degli anni, i libri di Giallo e di Spionaggio, i libri di Thriller spionistico sono diventati ancor più popolari, perché partendo da fatti realmente accaduti hanno, con grande successo, romanzato i grandi enigmi irrisolti della Storia contemporanea. Proprio per questo hanno stregato milioni di lettori. Insomma, oltre al fascino di personaggi intramontabili, come James Bond, Hercule Poirot, Il commissario Maigret, Pepe Carvalho o lo stesso commissario Montalbano, i libri gialli hanno nell’immaginario collettivo sempre alimentato quell’eterna lotta tra il bene e il male tanto irrisolta e irrisolvibile. Altro che genere minore o tramontato, i libri di Giallo e Spionaggio, e i libri di Thriller Spionistico.

In Italia il giallo nasce a Napoli

Il primo libro giallo italiano è quindi: “Se un viandante qualunque, trattovi per casualità o per vaghezza di solitarie meditazioni, in sull’imbrunire d’una bella sera di està dell’anno 1826 si fosse trovato a scendere pei greppi posti a ridosso del real albergo de’ poveri e di S.Maria degli angeli alle croci, si sarebbe certamente soffermato passando da costo a un povero abituro, diruto in gran parte per le scosse del tremuoto detto di S. Anna, avvenuto a Napoli nella sera del 26 luglio 1805”.

È questo l’incipit del primo giallo italiano. Il testo è ambientato in una Napoli dai colori noir di inizio Ottocento, dove s’intrecciano le inquietanti vicende di un giovane e talentuoso musicista, di una nobildonna viziata e lussuriosa, di un misterioso padre Ambrogio e di una giovane pia e religiosa, sotto la nera e pesante scure di un terribile delitto che pesa sulle spalle di ciascuno dei protagonisti.

“Il mio cadavere” – la critica

Risale al 1852 ed è a firma del napoletano Francesco Mastriani. Il titolo di questo fortunato libro giallo è già un manifesto: “Il mio cadavere”. Il romanzo, seppur non ottenne grande apprezzamento dalla critica e dal pubblico del tempo, ha permesso, grazie ad alcuni elementi di quest’opera, alla critica contemporanea di distinguerla da quella di un romanzo d’appendice. Fondamentale per i critici l’approfondimento psicologico dei personaggi, ma anche l’attenzione inquietante e maniacale alla figura del medico legale, il dottor Weiss, e al terribile potere di un’arma invisibile come il veleno.

“Questo povero vecchio che si è spento oscuramente, carico di anni e di dolori, affranto da un duro e incessante lavoro che gli lesinava il pane, tormentato da una invincibile miseria […] questo martire della penna era, veramente, fra i più forti e più efficaci nostri romanzieri. L’opera sua, formata da cento e più romanzi, appare grezza, disuguale, talvolta ingenua nella scarsezza delle risorse artistiche; e negli ultimi romanzi suoi è la fretta, lo stento, l’intima straziante pena di chi deve guadagnare, ogni giorno, quelle tre o quattro lire che gli davano: ma da tutta quanta l’opera sua, considerata insieme, emana una così fervida potenza d’invenzione che ha rari riscontri […]”.

Scriverà questo Matilde Serao su Mastriani, non ci resta che augurarvi una buona lettura.

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