Il Libro – “Inventario di un cuore in allarme” di Lorenzo Marone

…La frase migliore che un ipocondriaco possa sentirsi dire è: «Questo sintomo l’ho avuto anche io, non ti preoccupare, niente di grave ».

Inventario di un cuore in allarme, il nuovo libro di Lorenzo Marone, edito dalla casa editrice Einaudi, è un testo ben diverso dalla letteratura che l’autore napoletano ci ha regalato nel corso degli ultimi anni.

Dopo “Un ragazzo normale” del 2018 che mi hanno consigliato i miei figli  “Cara Napoli” dello stesso anno, una raccolta di scritti sulla sua città  “Tutto sarà perfetto” del 2019 che narra la vita di Andrea Scotto un immaturo quarantenne single, lo scrittore classe ’74, una buona annata, cambia registro e prova, partendo da un ipocondriaco, a parlare delle nostre fobie nonché delle nostre paure. Nulla di triste però, il libro è divertente, molto divertente.

Protagonista assoluta è l’ipocondria. Attenzione però a non considerare questo libro come il testo, un viaggio dentro un malanno. Non è solo malattia, lo definirei una sorta di “compendio” per riflettere sul tempo balordo che viviamo. L’autore racconta, e si racconta, con leggerezza autoironica, la sua vita ipocondriaca. Lo fa con forza e nello stesso tempo con consapevolezza dei propri limiti: chapeau!

Questa è il fil Rouge del racconto, lo schema narrativo intorno al quale dipanano le pagine e i capitoli di vita.

“«Ecco, a tal proposito… come si fa a diventare adulti?» Con ogni probabilità̀ pensò di trovarsi di fronte a un pazzo, però disse lo stesso una cosa semplice e confortante: «Finché sarai alla ricerca di risposte, non diventerai mai del tutto adulto». «Mi sta dicendo che dovrei imparare a non pormi più́ domande e a farmi scivolare le cose di dosso?» «Ti sto dicendo che se senti di non avere risposte, sei nel posto giusto».”

Pur essendo una sorta di seduta psicoanalitica dello stesso scrittore, di fatto, parla di noi diventando una simpatica seduta collettiva. Ma tranquilli, il conto non sarà di natura economica, l’unico nostro esborso saranno le risate, le tante risate, che ci aiuteranno a riflettere in modo atipico sulle nostre vite.

Il testo l’ho letto durante il lockdown, mi è servito, e ancora mi serve, a non prendermi sul serio, a guardarmi intorno, a rapportarmi con gli altri in modo diverso. So che può sembrare strano, ma quando inizio a sclerare, tutti lo fanno, quando mi trovo a ripetere in modo sistematico quelle che sono le mie ordinarie fobie, sorrido, mi fermo e penso: No, non può essere, sembro il protagonista di “Inventario di un cuore in allarme”.

Lorenzo Marone ci accompagna con una sottile ironia nella nostra psiche collettiva. Lo fa mettendosi letteralmente a nudo, palandoci di lui, delle sue fobie, che sono poi le nostre, provando a narrare, facendolo diventare di fatto protagonista del malessere costante che lo accompagna, non solo a lui, nella vita quotidiana. Insomma in questo piacevole scritto ci rivela l’ombra che fa tutt’uno con la sua, la nostra, esistenza che è l’ipocondria.

Complesso raccontarvi la storia di questo libro, bisogna leggerlo per comprenderlo fino in fondo perché non è il classico romanzo, non c’è una storia vera e propria, non esiste un protagonista. C’è bensì un vissuto quotidiano che scorre in modo semplice e lineare come i giorni, le ore, i secondi, i minuti grazie a quell’io narrante, grazie al quale l’autore parla di se stesso. Nel leggere queste pagine mi è sembrato di ritrovarmi, con tempi, modi e storia diversa, in quell’atmosfera che ho vissuto leggendo “Il giovane Holden” di Salinger. So che non c’è nesso, ma il ritmo che ho trovato in queste pagine mi ha riportato a quella piacevole lettura. Le sensazioni, nella lettura così come nella vita,  sono importanti.

Ma chi è l’ipocondriaco? Un uomo, una donna che nonostante abbia ricevuto rassicurazioni sul suo stato di salute, avendo le capacità cognitive per comprendere quelle rassicurazioni, interpreta male tutte le sensazioni corporee quotidiane.

L’ipocondriaco che descrive Marone ha ancora qualche cosa in più. Ha paura. Non tanto dell’ipotetica malattia in sé, in questo caso la paura è più profonda, scava ancor più. L’autore protagonista ha paura di sapere, ha una fottuta paura ed è consapevole che andando dal dottore si sentirà dire… meglio approfondire.

Le nostre paure sono cani che si mordono la coda. Sono un circolo vizioso dal quale talvolta, per paura, abbiamo paura di uscire pur essendo consapevoli che non è impossibile uscirne.

Una malattia, perché ha infettato l’animo, che si trasmette, o meglio condiziona anche le vite degli altri così come accade all’amico dottore costretto, per amicizia appunto, a visitarlo anche durante le meritate vacanze. Oppure al sacerdote con il quale si confessa sotto casa mettendolo in imbarazzo. La cosa che non ho ben capito è se gli esercizi del dottor Cavalli, quelli che gli prescrive come cura per affrontare le paure, tra una seduta e l’altra siano funzionali a rendere ilare il racconto oppure abbiano una funzione vera. Ho consigliato il libro ad un’amica psicologa e prima o poi lo scoprirò.

Insomma,  Inventario di un cuore in allarme di Lorenzo Marone oltre ad essere una piacevole lettura è un libro scaccia paure, una terapia. Lo prescrivo, più che consigliare, a piccole dosi la sera prima di andare a dormire.

“Un giorno moriremo, dice Charlie Brown all’amico Snoopy in una famosa striscia dei Peanuts. Si, ma tutti gli altri giorni no, risponde quest’ultimo.”

Buona lettura.

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