Il libro – “Io sono innocente” di Stefania Guarracino e Rossana Castiglia

“Io sono innocente” di Stefania Guarracino e Rossana Castiglia edito da Edizioni MEA è un testo bello quanto profondo che si inserisce a pieno titolo nell’annosa vicenda che riguarda il sovraffollamento e sicurezza in carcere ai tempi del Covid 19. Con l’introduzione di Federica Palo la narrazione si fa spazio grazie a dieci interviste a dieci donne detenute, una bella riflessione sui diritti dei detenuti in Italia.

La questione delle carceri in Italia, pur essendo centrale nella vita quotidiana e nel dibattito sui media, sembra non trovare, ad oggi, le risposte adeguate all’emergenza non solo sanitaria. Dagli ultimi rilevamenti, al 13 novembre, emergono più di 600 positivi tra la popolazione detenuta, e più di 800 tra gli operatori del settore penitenziario, di cui la maggior parte afferente alla polizia penitenziaria. La tematica dell’affollamento delle prigioni, in un momento storico come quello che viviamo, caratterizzato dalla piaga della pandemia globale di Covid-19, diventa ancor più urgente e centrale. Portandoci così tutti a una sacrosanta riflessione sulle condizioni di vita dei detenuti e delle detenute nelle carceri e negli istituti penitenziari italiani.

Luoghi concepiti come centri di riabilitazione, educazione e riscatto per migliaia di persone, che attendono di tornare a far parte di quella società che abbiamo tutti il dovere di costruire e rendere migliore. Trascorrere interi e lunghi anni della propria vita in celle ristrette, prive di quegli spazi vitali indispensabili per sviluppare e riscattare la propria personalità, da condividere peraltro forzatamente con altri individui, è una circostanza insopportabile e a cui porre fine.

La pandemia, come detto, ha inoltre ulteriormente peggiorato quella che è una vera e propria emergenza esistenziale per chi sconta la sua pena carceraria, mettendo talvolta a rischio la vita dei soggetti fisicamente più deboli. Come è accaduto nel carcere di Poggioreale di Napoli, in cui lo scorso 3 dicembre un detenuto affetto da gravi problemi di salute è deceduto dopo aver contratto il virus in cella.

La casa editrice Edizioni MEA, da sempre impegnata nella diffusione, tramite le sue pubblicazioni, di tematiche di spessore e interesse sociale, si inserisce nel dibattito nazionale sulle carceri attraverso il libro “Io sono innocente” scritto da Stefania Guarracino e Rossana Castiglia. Dieci interviste a dieci donne che stanno scontando la loro pena in carcere. Madri, figlie, amiche, sensibilità che chiedono rispetto, e un’altra chance. Nel saggio emerge in modo delicato quanto spesso passa in secondo piano, ma che costituisce, invece, il fulcro della detenzione. Il fatto, cioè, che chi si trova dietro le sbarre non è un numero o un codice, ma una persona con un cuore e un’anima pulsanti e degni, come tutti, di attenzione, cura e diritti.

Dieci interviste a dieci donne in carcere. Le loro storie hanno dato voce alle bambine che sono state. Un viaggio nella profondità del vissuto, un viaggio dentro ogni donna che si racconta con pudore, con dolcezza, talvolta con rabbia in cerca di riscatto personale. Queste donne senza protezione, senza scudo mostrano la loro anima oltre le sbarre.

Questo libro nasce dalla volontà delle autrici di ridare umanità e dignità alle bambine che hanno pagato il contesto sociale in cui sono nate, hanno pagato la sofferenza dell’amore non ricevuto, il rifiuto subito, la mancanza di attenzioni. Nelle storie di queste donne si sente la sofferenza non curata, il disagio non capito, l’amore negato. Il progetto di questi incontri nasce dalla volontà di dare voce alle loro anime. Donne che sognavano di ballare, di abbracciare, di vivere e soprattutto di amare. Interviste fatte di domande mirate a scandagliare il vissuto per ricucire ferite antiche, soppresse, mai ascoltate. Un viaggio di speranza dietro le sbarre verso una vita libera, stabile e funzionale.

Dieci storie che fanno rabbrividire, emozionare, riflettere, rallentare i pensieri.

Un libro che consiglio.

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