Il libro – La cena di Natale di Luca Bianchini

di Tonino Scala

Un libro che rilassa l’animo. Un bel sequel di “Io che amo solo te”. Mai seguito fu così azzeccato. Ho conosciuto Luca Bianchini per caso, una mattina alla radio. Radio 2 è tra le mie emittenti radiofoniche preferite. Una mattina di impegni, sono le 6 e a Colazione da Tiffany, una trasmissione che prende il nome dal bel film con Audrey Hepburn e George Peppard, a condurre è Luca Bianchini. Si parlava del suo libro appena uscito, appunto “Io che amo solo te”. Vado in libreria lo prendo e… Lo sfoglio e me ne innamoro subito fino ad arrivare all’ultima pagina. Dopo il matrimonio più in di Polignano, non poteva mancare il sequel sul Natale, sul cenone di Natale, quello con tutta la famiglia al completo. Un modo per incontrare nuovamente Mimì, Ninella, Nancy, Orlando, Damiano, Chiara e Matilde. Un libro accattivante dalla copertina, un abete, un albero di Natale dove al posto delle classiche palline, ci sono i peperoncini. Bella trovata, bella idea. È la vigilia di Natale tutti sono più sdolcinati, più buoni, ma anche più isterici. Bianchini riesce a descrivere benissimo l’atmosfera di Natale creando un ambiente accogliente, limpido, mielato che rilassa il lettore il quale si mette sulle nelle mani dell’autore che, a sua volta, si apre, inserendo elementi taglienti, buffi, sarcastici. La bella Polignano a Mare si sveglia incredibilmente, ma anche meravigliosamente, sotto la neve. Un evento atmosferico insolito che stravolge la vita del paese. La Puglia, quel lembo di terra baciato dal sole, è diviso tra chi ha le gomme termiche e chi no. Matilde, la moglie di Don Mimì, in quella mattina gelida e bella è stravolta: riceve come regalo di Natale un anello con smeraldo. Don Mimì si sente in colpa, in questi anni l’ha trascurata. L’anello diventa anche un modo per farsi perdonare. Da quando Ninella, sue giovane fidanzata, è rientrata nella sua vita, tutto è cambiato. Matilde è felice, contenta ed improvvisa un cenone per quella stessa sera. A Polignano non si usa organizzare il Cenone è un’usanza della  città, “mica siamo a Bari” diventa il leit motive che accompagnerà gli invitati. Il luogo della disfida è la villa, la grande casa, di don Mimì e Matilde, soprannominata il “Petruzzelli”. Nel giardino un albero di Natale alto quattro metri, le luminarie risplendono sul tetto. Qual è lo scopo di Matilde? Sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. Ninella accetta la sfida, ma sbaglia però a farsi la tinta “biondo champagne”, “biondo Kidman” dice la figlia per rincuorarla. Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, sparirà l’anello di Matilde e… tutti saranno indiziati. Ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all’altra. Tante le cose simpatiche in siparietti che bisogna leggere, ma quella che più mi ha colpito è il “supplì con la cozza tarantina” preparato con il Bimby: esilarante. Un caleidoscopio variegatissimo di personaggi tutti con un perché. Bianchini con la sua bella scrittura riesce a creare una sorta di commedia dell’arte in salsa salentina ampliando i difetti dei protagonisti, esagerando con le manie, smussando i caratteri degli stessi. Una bella cena di Natale con gli stessi personaggi che mi hanno fatto sorridere, emozionare quest’estate, in una bella Polignano questa volta innevata. Bravo Bianchini una storia che non finisce qui, ho letto anche il seguito e l’ho pure recensito!

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