Il Libro – “Tienimi per mano” di Luigi Bartalini

Dopo “Sono nato nel mese dei morti” e “Casella n° 58”, due libri che ho amato, Luigi Bartalini ritorna con un altro romanzo che scava nel profondo della vita quotidiana. Edito da Castelvecchi editore, “Tienimi per mano”, è un gran bel libro.

Ha come protagonisti Alessia e Gianni, due giovani professionisti napoletani, sono sposati, hanno un figlio. Il loro mondo è quello della Napoli bene. Presi da una vita frenetica – Alessia si occupa di marketing per una società pubblicitaria, Gianni è un avvocato – nonostante il grande amore che li ha fatti unire, vivono, ormai, vite separate.

Gianni è preso dalla sua professione, si gode la vita quella che aveva sognato da ragazzo, giorni ricchi di distrazione che gli fanno mettere in soffitta il valore della famiglia. Alessia, in continuo conflitto con la madre Vittoria, legata in modo morboso con il padre prematuramente scomparso, viene irretita dall’avvenenza di un amico del marito risvegliando emozioni, passioni addormentate. Gianni è troppo preso da una vicenda finanziaria che lo sta portando a una catastrofica bancarotta.

Luigi Bartalini con Tienimi per mano dipinge la contemporaneità di un Paese che corre. Lo fa con maestria, scavando in fondo, mostrando sfumature, umori, prendendo posizione. Sì, non resta a guardare, prende parte, non si mostra indifferente rispetto alla vacuità di vite che elogiano il superfluo che sembra il fulcro di esistenze che vanno perché devono andare.

Il mondo dei tanti protagonisti, che a vario titolo riempiono pagine che si leggono con semplicità nella loro complessa ma comune trama di vita dell’alta borghesia napoletana, e non solo, sembra un grande Luna Park. Il romanzo di Bartalini è tante cose, non solo un viaggio, ma una risonanza con mezzo di contrasto del mondo moderno, un itinerario che scava nel rapporto padre figlia, il padre che diventa il primo amore e incarna l’idea di amore e fiducia nell’altro sesso. La ricerca di un uomo che somigli al padre… Straordinario oserei dire, il mondo intimistico, il continuo dialogo interrotto, ma non troppo tra Alessia e suo padre. Un amore che diventa eterno attraverso il ricordo. È proprio vero, fino a quando ci sarà il ricordo si continuerà a vivere.

Bello anche il mondo con il quale fa vivere la storia d’amore tra Alessia e Gianni. I due si amano, ma si perdono, come spesso accade in questa giungla magmatica di pulsioni che è la vita restando chiusi nei loro gusci di rancore, astio, acredine che diventa giudizio, discernimento, offesa, insolenza, ma altro non è che paura.

Il titolo del libro è la chiave di volta del romanzo, delle vite, dell’amore, del mondo, della vita che circonda gli esseri viventi e quelli che troverete in questo testo: tenersi per mano. Grazie a Luigi Bartalini che ci ha regalato belle pagine da vivere. L’ha fatto tenendoci per mano. Un libro che consiglio e che ha accompagnato la mia quarantena rendendola speciale.

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