Il Libro – “Una storia semplice” di Leonardo Sciascia

Una storia semplice” di Leonardo Sciascia è un libro che entra nel ventre di una Sicilia da amare e da scoprire. Un libro di mafia anche se non viene mai citata. Ispirato ad una storia vera, il furto della natività di un’opera del Caravaggio: La natività dei santi Lorenzo e Francesco d’Assisi. Pubblicato dopo la morte dell’autore per sua volontà testamentale.

“Una storia semplice”, ma complessa, intricata, un giallo tra mafia, droga, istituzioni corrotte. Da questo libro è stato tratto un gran bel film, l’ultimo che vede come protagonista Gian Maria Volontè. Un classico da divorare. Un libro che rileggo ogni anno. Di solito lo faccio d’estate, ad agosto, stavolta ho utilizzato la pausa Covid per farlo. Lo trovo sempre di grande attualità, più lo leggo più penso che sia carne, ventre di un Paese che non si lamenta, ma che ama il suo essere semplicemente piccolo.

Un libro che rispecchia non la Sicilia, ma il nostro Paese. Sì, perché la Sicilia, siamo noi. Siamo noi quell’intreccio che Sciascia chiama una storia semplice, siamo noi che non proviamo a ritrovare il filo di una matassa ingarbugliata, siamo noi che non abbiamo più speranze e ci adeguiamo, “Ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza” dice un vecchio professore tra i protagonisti del libro. La Sicilia, così come accade spesso con Napoli, diventano un artifizio per parlare di noi, di come siamo diventati. Questi territori diventano un escamotage per comprende più in fretta ciò che è accaduto al Bel Paese.

Un libro fatto di mezzi uomini, di mezzi episodi dove mafia e droga, pur non essendo mai menzionate, sono le vere protagoniste di una storia così complessa che diventa semplice, quotidiana. In un paese dove la continua sconfitta della verità fa diventare la menzogna il nostro adeguarci al quotidiano.

Rileggendo Sciascia si ritrova quel piacere di ragionare leggendo. Ho ritrovato le sue idee trasformarsi in personaggi, ho ritrovato quello che cerco in un libro, la vera palestra per ogni essere umano: rimettere in funzione il cervello che talvolta, per adeguarsi, si ferma. E chi si ferma non solo è perduto, si è anche fermato. Ma noi siamo di un’altra pasta e dobbiamo andare avanti!

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