Il Libro – Wuhan-Ariano Irpino, diario di una pandemia

La distanza da Wuhan, città cinese con 11 milioni di abitanti da cui è partita la pandemia, ad Ariano, è di 8.516 Km, come andare da Ariano Irpino a Genova (800 Km) circa dieci volte e mezze. L’emergenza pandemia è uno dei frutti negativi della globalizzazione, la quale, se da un lato annulla le distanze spazio-temporali tra i popoli, dall’altro ha il demerito di tendere ad alienare radici e storia.

La memoria di quel che è accaduto ad Ariano Irpino (AV), dove tra febbraio e marzo 2020, si sono generati diversi focolai di infezione da Covid-19, fino a che non è diventata Zona rossa, dal 15 marzo al 22 aprile, va tenuta viva. La temuta seconda ondata della pandemia è in atto: finora nel mondo hanno perso la vita un milione di persone.

Come dimenticare l’alto tributo di morti che anche la seconda città della provincia di Avellino, con i suoi 22.000 abitanti, ha dato, giungendo all’attenzione internazionale? Come mettere nel dimenticatoio l’appello di chi non riceveva un tampone, pur presentando tutti i sintomi da coronavirus, come è accaduto, tra agli altri, a Rocco Cusano, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Avellino? O la storia di Suor Anna Ciano, colpita dal virus, nello stesso Istituto in cui è morta per Covid suor Emilia? O le accorate lettere-denuncia di Grazia Lo Conte, il cui genero, colpito dal virus a Bergamo, è morto a soli 49 anni: una storia raccapricciante, causata dall’avidità della città che, nonostante l’emergenza in corso, non si fermava! O, nel viaggio-inchiesta sulla sanità, la testimonianza dell’eroico medico di famiglia arianese Renzo Grasso, che, nonostante le forti carenze della medicina territoriale, ha salvato diverse vite.

Così come non mancano le storie di chi nel lockdown ha individuato un freno alla sua attività e chi invece lo ha trasformato in opportunità. L’Autrice, talvolta col contributo di altri Autori, ha raccolto in una sorta di diario, interviste, testimonianze, lettere e riflessioni, pubblicate da marzo ad agosto 2020 per: arianonews24, Il Quotidiano del Sud, Sinistraemezzogiorno, NoiDonne, per fornire la ricostruzione di un quadro ampio e variegato degli avvenimenti.

Insieme alle voci di esperti dei disturbi psicologici legati all’emergenza, come la psichiatra Mirella Galeota e lo psicologo Nunzio Lucarelli, non mancano spunti ironici, come una rivisitazione del S’i fosse foco, di Cecco Angiolieri. E, se la Storia è maestra di vita, quel che è accaduto ci insegna che siamo tutti interconnessi, esortandoci a prendere ogni precauzione affinché gli eventi non si ripetano: perciò la memoria è fondamentale. Significativi spunti di riflessione emergono dal lavoro: se la pandemia Covid-19, trascinandoci in una crisi socio-sanitaria, economica e politica, ci costringerà a rivedere l’organizzazione individuale e sociale e con essa i nostri disvalori, allora, avrà persino avuto un “senso”.

Ma siamo certi – si chiede l’Autrice -, di aver compreso la lezione o siamo peggiorati, rifugiandoci in un improvvido egoismo? La pandemia esorta a una nuova coscienza civile e politica: urge rispettare la Terra, quel pianeta che con superficialità sfruttiamo, inquiniamo e bruciamo. È necessario recuperare valori smarriti, primi fra tutti il rispetto e la dignità, ovvero valori morali ed etici forti basilari a una società civile. Urge costruire un futuro in armonia con i limiti ecologici del nostro pianeta, in cui una corretta informazione, ci renda tutti più consapevoli.

È il tempo del riscatto dei nostri territori: servono persone generose e lungimiranti, menti brillanti, amministratori e manager capaci, intellettuali arguti, in grado di immaginare un futuro nuovo. Si dovrà costruire il riscatto: da una mentalità rassegnata e accondiscendente, da politici incapaci, spesso ignoranti, miopi e clientelari. La politica deve ritornare al servizio della collettività, ritrovando etica e morale e il Sud, recuperare la propria dignità e la capacità di crescere con le sue forze. La globalizzazione va corretta offrendo condizioni di pari opportunità tra i popoli, attraverso il sapere.Urge lavorare a una nuova umanità, empatica e in armonia con l’ambiente: serve un nuovo Rinascimento.

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