Il Nobel della letteratura a Louise Gluck ha un sapore napoletano

Cosa c’entra Louise Gluck, poetessa e saggista statunitense vincitrice del Nobel per la letteratura del 2020, con Napoli? Apparentemente niente se non per il fatto che a pubblicarla in Italia, lontano dai riflettori delle major editoriali, sia stata una piccola libreria casa editrice napoletana: la storica Dante & Descartes.

Da quarant’anni in via Mezzocannone 55, nel cuore universitario di Napoli, c’è la libreria e casa editrice Dante & Descartes, che ha pubblicato in Italia la raccolta di poesia “Averno” di Louise Gluck. A curare il testo, insieme al titolare Raimondo Di Maio fu Antonella Cristiani. A far conoscere all’editore napoletano la poetessa fu, invece, José Vicente Quirante Rives, che l’ha pubblicata in Spagna con la sua casa editrice che, guarda caso, si chiama Partenope.

“Averno” è uno straordinario dialogo con la morte, un esempio altissimo, che riprende la classicità con una sensibilità contemporanea. Gluck non era mai stata sul lago d’Averno, porta d’accesso agli Inferi secondo la mitologia, che è proprio vicino a Napoli, nei Campi Flegrei.

Le parole dell’editore Dante & Descartes

“Era uno scandalo che i suoi versi non fossero stati tradotti in italiano e abbiamo cercato di porre rimedio”, racconta l’editore all’Ansa. Poi continua: “In poche ore, abbiamo venduto 80 copie di ‘Averno’ qui e all’altra filiale, in piazza del Gesù, dove c’è mio figlio. Mi sembra un piccolo miracolo napoletano: mai poesia fu tanto venduta nel nostro Paese. Avevo stampato mille copie, ne ho ancora seicento da parte, ma dalle grandi catene come Feltrinelli e Hoepli me ne hanno già chieste cinquemila. Su Amazon non ci siamo, non mi sembra un luogo adatto per la poesia. E nella distribuzione – promette – approfitterò dei cinque minuti di potere legati al Nobel per avvantaggiare le piccole librerie indipendenti, quelle che magari me ne chiederanno una sola copia. Il primo a mettersi in macchina e a raggiungerci è stato il titolare della libreria Tasso, a Sorrento. Qualcuno mi ha abbracciato, come se avessi avuto un figlio: sono fenomeni belli, che fanno bene al cuore”.

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