Il libro: Mina Settembre, quando la letteratura s’incontra con la fiction

di Tonino Scala

Domenica ci sarà l’ultima puntata della fortunata serie che ha tenuto incollati milioni di telespettatori alle tv del Bel paese. Sto parlando di Mina Settembre andata in onda su Rai 1 con un record di ascolti che ha conquistato una media di 6.172.000 telespettatori pari al 24.8% di share.

Il soggetto di questa fortunata serie è tratto dai racconti di Maurizio De Giovanni pubblicati con la casa editrice siciliana Sellerio nel 2013 e 2014 rispettivamente “Un giorno di settembre a Natale” e “Un telegramma da settembre”. L’amato scrittore napoletano ha dedicato anche due romanzi a Mina “Dodici rose a settembre” (Sellerio 2019) e “Troppo freddo per settembre” (Einaudi 2020).

Quando la letteratura s’incontra con la fiction, succede un bel fatto com’è accaduto per Gelsomina Settembre, detta Mina infaticabile assistente sociale dei Quartieri Spagnoli. Il consultorio dove lavora Mina diventa il fulcro di un mondo di anime protagoniste di esistenze borderline.

Tra i racconti e la fiction, ben fatta va detto, ci sono delle differenze come spesso accade, ma vediamo quali.

Innanzitutto nei racconti Mina ha 42 anni e non 38 come nella fiction. Dotata di una straordinaria sensibilità sia nella versione letteraria che in quella televisiva così come la sua determinatezza nel proteggere i deboli dalle prevaricazioni non si sottraendosi mai alle richieste d’aiuto, neppure se è costretta a fronteggiare la temuta famiglia che governa mezza città.

Un matrimonio finito alle spalle, una madre severa e tagliente, Concetta nei racconti e Olga nella fiction, non proprio dolce di sale come si dice dalle nostre parti, Mina affronta i suoi giorni che dire pieni rischia di essere un eufemismo.

L’assistente, però, nei racconti, ha un seno enorme che tenta di nascondere con maglioni e magliette extra large. È disordinata, possiede una macchina sporca e piena di cianfrusaglie e non indossa abiti alla moda.

Serena Rossi, bravissima, bellissima e chi più ne ha più ne metta nella fiction è più curata e attenta all’abbigliamento.

L’incontro tra il ginecologo e l’assistente sociale nella versione letteraria avviene al consultorio e non in uno scontro-incontro durante un investimento in motorino.

In “Un giorno di Settembre a Natale” e “Un telegramma per Settembre” le amiche del cuore Titti e Irene non ci sono, così come il Generale.

Presente invece il portiere Rudy Trapanese, anche se le caratteristiche sono ben diverse, nei racconti l’uomo non riesce a non staccare gli occhi dal seno di Mina, la sua sembra un’ossessione.

Altra differenza è il tradimento. Claudio conosciuto ai tempi dell’università, è un magistrato dedito al lavoro, bello e di buona famiglia, nella fiction così come nei libri, ma è Mina a tradirlo con un collega siciliano. 

Nella fiction inoltre, c’è una sorta di sotto trama che accompagna tutti e dodici gli episodi, sul padre di Mina e la sua amante misteriosa, un intreccio che rende ancora più intrigante e intricata la storia.

Non ci resta che guardare le ultime due puntate che andranno in onda domenica 14 febbraio e, per chi non lo avesse ancora fatto, leggere i racconti e i due romanzi.

Buona visione e soprattutto buona lettura.

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