Peppe Lanzetta dà la parola a Diego in una sorta di “Ode per gli “ultimi”

di EMILIO VITTOZZI

 

Amo il modo di scrivere di Peppe, uno scrittore, attore e drammaturgo unico nel suo genere: le sue storie sono ambientate a Napoli (e circondario), con tutta la sua gente.
Una città visceralmente amata, nel bene e nel male, per la sua grandezza anche nella miseria, checchè ne dicano i vari Vittorio Feltri e Matteo Salvini…
Sono storie dove si mescolano amore e rabbia, emarginazione e disperazione, violenza e dolcezza, sconfitte esistenziali e sogni di trasformazione.
In una Napoli sconcia, slabbrata, brutale che produce rumore e musica, rabbia e servitù, periferia e mondo.
Vite malvissute, di sbronze, di gesti disperati, di amori che salvano e di amori che distruggono.
Peppe Lanzetta non è uno scrittore classificabile in qualche categoria in quanto scrive di pancia; scrive come ama e come odia, scrive come parla…
Di lui ho letto “Sognando L’Avana”, “Il cavallo di ritorno”, “Una vita postdatata”, “Incendiami la vita”, “Pani e peperoni”, “Elogio di James Senese”, “Elogio del gigolò”, “Leggende metropolitane”, “Ridateci i sogni”, “Figli di un Bronx minore”, “La luce sia con voi”, “Un Messico napoletano”.
Ed ora anche “Il Dio inquieto”, sessantacinquesimo titolo della collana “Lo specchio di Silvia”.
Un opuscolo, un libercolo, piccolo di dimensioni ma grandissimo come corposità, come validità: è l’elogio di uno scrittore di Napoli a chi ha reso grande il Calcio Napoli…
Come Diego Armando Maradona, genio e sregolatezza, nessuno…
Il Pibe, in un certo senso, era certamente “resistenziale”.
E sicuramente Castrista, Chavista, Peronista di Sinistra, Nazionalista Argentino (vendicatore delle Malvinas, con il gol della “mano de Dios” e il “gol del siglo” sbattuti in faccia alla signora Margareth Thatcher!).
“Emì, Maradona aveva tatuato il Che sul braccio…”.
Si, ma l’hanno anche Sebastian Veron (che ha giocato nell’Inter) e Carlitos Tevez (Juventus).
Durante  un ritiro mondiale dell’Argentina, Diego ricevette la visita di Estela Carlotto, la prima Madre di Plaza de Mayo, dichiarando “Tutti noi vogliamo verità e giustizia!”; incontrò Fidel Castro a Cuba, Hugo Chavez in Venezuela, Evo Morales in Bolivia, Rafael Correa in Ecuador, Lula in Brasile, tutti pericolosi “caudillos” secondo il Dipartimento di Stato Americano.
Il 26 dicembre 2019 Diego andò in visita alla “Casa Rosada”, la sede del Presidente dell’Argentina, il Peronista di Sinistra Alberto Fernandez, affacciandosi dal celebre balcone ed urlando contro l’ex Presidente di destra Macri; la stessa “Casa Rosada” dove è stata allestita la sua camera ardente con l’omaggio di innumerevoli Argentini in lacrime, che ha ricordato quello a Roma per Papa Wojtyla…
Conscio di tutto questo, Peppe Lanzetta dà la parola a Diego in una sorta di “Ode per gli “ultimi”, dovunque siano, comunque si chiamino…
Parole dolci ed amare, dense di verità, di rabbia, di dolore, a 360 gradi, in quanto si narrano storie di tutto il mondo povero…
Diego, che anche nel Mondo del Calcio ha sempre detto la sua, battendosi contro i “potenti”: l’Inghilterra imperialista beffata da un dribbling durato tutto il campo (definito il “gol del secolo”!) e da una “mano da scugnizzo”; la Juventus industriale dell’Avvocato Gianni Agnelli battuta con un’indimenticabile punizione arcuata sotto una pioggia battente al “San Paolo” di Napoli (fra poco “Stadio Diego Armando Maradona”!); il Milan di Silvio Berlusconi, al cui corteggiamento, come Gigi Riva e Sandro Mazzola con la Juventus, Diego ha orgogliosamente e tenacemente resistito…
Una lettera d’Amore a Diego, scritta da Peppe/Diego, iniziata il 16 gennaio 2017 e terminata con l’arrivo della pace per il fantastico, insuperabile, indimenticabile numero 10 del Napoli: solo che è la Pace Eterna…

PEPPE LANZETTA

“Il Dio inquieto”
– Elogio di Diego Armando Maradona –
Colonnese Editore
(Via San Pietro a Maiella, n°33 – Napoli)
€ 8.00

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