Un gioco da ragazzi

di Emilio Vittozzi

Il mio amico Antonio Costabile, orgogliosamente anti-juventino in quanto orgogliosamente tifoso del Torino, mi invita alla lettura del sesto romanzo di Enrico Ruggeri, milanese, sessantaquattrenne, cantautore, scrittore, conduttore radiotelevisivo, vincitore di ben due edizioni del Festival di Sanremo.
Ha firmato, infatti, “Che giorno sarà”, “Non si può morire la notte di Natale”, “La brutta estate”, “Un prezzo da pagare”, “Il professore nano”.
In quest’opera di 446 pagine, l’Autore parla dei fratelli Scarrone, Mario, Vincenzo ed Aurora, che, crescendo nel dopoguerra, sono figli di un’educazione borghese, fiduciosi in un avvenire scandito dal boom economico…
Ma il tumultuoso vento del 1968 arriva a scompaginare le loro vite, personali e familiari: il padre Carlo, docente universitario di letteratura, subisce la contestazione dei suoi studenti come un affronto da cui non si riprenderà mai; la madre Anna Rustici, professoressa di Lettere, è moglie, madre e… bigottismo conservatore.
Mario legge molto, frequenta il “movimento”, vive la sua formazione cultural-politica come una lotta per ideali che in famiglia non aveva conosciuto!
Vincenzo, tifoso dell’Inter a differenza del fratello milanista, preferisce altre compagnie.
La più piccola, Aurora, si dimostra, da subito, la più dotata di senso di unione, di pacificazione.
Quando il boom economico lascia il posto al boom delle bombe, dei proiettili, delle sprangate, Mario e Vincenzo si ritroveranno su fronti totalmente opposti, costretti a fuggire il primo in Francia e il secondo in Inghilterra.
Ruggeri racconta la nostra migliore gioventù, animata da una passione incendiaria, tutta tesa alla costruzione di un mondo migliore.
E’ la storia di una famiglia milanese, ma potrebbe, ugualmente, essere piemontese o veneta: Lo scrittore è assai bravo nel costruire, in modo approfondito ed empatico, tutti i personaggi, nessuno escluso, anche quelli di contorno.
In modo particolare, è significativa l’ascesa dalle aggressioni sotto casa, le molotov, le gambizzazioni, la guerriglia ramata, le stragi, i sequestri di persona, gli omicidi di entrambi gli schieramenti: i Compagni di Mario e i Camerati di Vincenzo.
Nel libro non mancano i riferimenti musicali a Lou Reed, David Bowie, i Genesis, i Decibel in una Milano che, alla fine, verrà messa a ferro e fuoco anche da “Mani pulite”.
Un libro in cui la FGCI, Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Movimento Studentesco verranno nefastamente sostituiti dalle Brigate Rosse e dai Nuclei Armati Proletari mentre il Fronte della Gioventù, Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo lo saranno da Ordine Nero e dai Nuclei Armati Rivoluzionari.
Senza voler raccontare la fine della storia, voglio riportare che, a mio modesto parere, la figura più bella, luminosa, accattivante dell’intero libro è la piccola Aurora, punto verde tra il rosso e il nero…
Un libro che consiglio a tutti e non perché Ruggeri è notoriamente tifoso dell’Inter come me ma perché tutta l’attenzione dell’Autore è sulla storia delle singole persone, poco ricordate quando si parla di quegli anni che videro degenerare in lotta armata la più “romantica” contestazione giovanile del ’68.

ENRICO RUGGERI
“Un gioco da ragazzi”
(Romanzo)
La nave di Teseo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *