Seduti in platea – “Il Traditore”, dalle polemiche al trionfo: tutte le curiosità

Il Traditore” vince ben sei premi durante la 65esima edizione dei David di Donatello, seguito da “Pinocchio” con cinque riconoscimenti. Un’edizione che segna una rinascita per il mondo del cinema durante la pandemia di Covid-19.

Un occhio alla trama

Anni 80: periodo di massima forza per i clan mafiosi che vede una lotta interna a “Cosa Nostra”, tra la famiglia corleonese e quelle della vecchia Palermo. Il film si concentra sulla storia di Tommaso Buscetta (Pierfrancesco Favino), uomo d’onore e conosciuto come “boss dei due mondi” e “ don Masino”.

Con lo scontro tra le due fazioni imminente, Buscetta si rifugia in Brasile da cui continua a controllare i suoi affari. La faida, in Sicilia, entra nel vivo mietendo centinaia di vittime, tra cui diversi familiari del boss dei due mondi. Nel mentre, la polizia brasiliana riesce a catturare don Masino che, dopo aver resistito alle torture sudamericane, viene estradato in Italia. È qui che decide di collaborare con Giovanni Falcone (Fausto Russo Alesi), divenendo il più importante fornitore di notizie sul sistema Cosa Nostra. Grazie alla sua testimonianza, e a quella di Totuccio Contorno (Luigi Lo Cascio), la giustizia italiana riuscirà a dare il primo vero colpo alla Mafia.

Il film prosegue fino alla risposta più emblematica da parte dei clan: la  “Strage di Capaci”, in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della sua scorta. Le battute finali, invece, mostrano gli ultimi anni di Tommaso Buscetta fino alla sua morte.

Il Traditore: pluripremiato ai festival

Il Traditore viene presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes, in competizione per la Palma d’oro. La pellicola, nei vari festival come il Golden Globe 2019, Nastro D’argento, Italian Movie Award e Premio César 2020, ha totalizzato il numero di quarantatré candidature, ottenendo ventuno premiazioni. I protagonisti indiscussi sono stati Pierfrancesco Favino e Luigi lo Cascio. Il primo ha portato a casa ben tre riconoscimenti come miglior attore all’Italian Movie Award, Nastro D’argento e persino durante l’ultima edizione dei David di Donatello; il secondo ha ricevuto due premi come miglior attore non protagonista. Il film e la regia trionfano, entrambi per tre volte, nelle categorie “Miglior film” e “Miglior regista”, a Marco Bellocchio.

Un’uscita “chiacchierata”

Il film è arrivato sui grandi schermi italiani dal 23 maggio 2019, giorno della Strage di Capaci, suscitando diverse polemiche. Tra queste, quella di Giovanni Montinaro, figlio del caposcorta di Giovanni Falcone, che ha criticato  la scelta di presentare la pellicola il giorno dell’anniversario della tragedia; in risposta, Pierfrancesco Favino, ha ammesso che la scelta di presentare il film in quella data, aveva l’intenzione di rendere omaggio ai caduti del drammatico avvenimento.

Con “il Traditore” una rinascita per Bellocchio

Marco Bellocchio, con “Il Traditore”, sorprende il pubblico con una regia tagliente e asciutta. Il regista decide di rappresentare il personaggio di “Tommaso Buscetta” come una personalità tragica ed espressiva. Tra le migliori scene del film, ricordiamo le testimonianze nel “maxi processo”. Un tale prodotto cinematografico non ha bisogno di una presentazione irreale, ma di un’immersione nel mistero e nei segreti che queste vicende trascinano.

Favino sotto i riflettori

Ancora una volta, Pierfrancesco Favino ha dimostrato il suo immenso talento entrando perfettamente in un personaggio particolarmente complesso. Un’immedesimazione totale in Tommaso Buscetta. Partito dal linguaggio del corpo, l’attore ha cercato di riprodurre fedelmente don Masino dal punto di vista dell’uomo e del mafioso. Ben 9 kili e ore di prove per interiorizzare l’accento tipico di Buscetta. Un’interpretazione lineare e coerente in ogni momento, nel rispetto di tempi e silenzi. Una grande prova per la sua immagine di attore, nonché forse la migliore interpretazione della sua carriera fino ad oggi.

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