Seduti in Platea – “Selfie”, il film girato dai ragazzi del Rione Traiano

Quella che giunge al termine è una settimana pesante, aperta con la morte di un 17enne a Gragnano, per un regolamento di conti tra ragazzi, e che si chiude con le proteste a Minneapolis dopo la morte di George Floyd durante un fermo da parte della polizia. Due facce della stessa medaglia, due morti insensate, che riporta alla mente la morte di Davide Bifolco nel 2014, 16enne scambiato per un latitante e ferito mortalmente da un carabiniere. Dalla storia di quest’ultimo, nel 2019, è nata l’idea di Agostino Ferrente di girare un docu-film all’interno del Rione Traiano, rione di appartenenza del ragazzino: Selfie.

Selfie: la trama

“Selfie” racconta Pietro e Alessandro, anzi, sono loro a raccontarlo. Il regista, infatti, dà loro uno smartphone col quale riprendere le proprie giornate, il proprio quartiere, in piena autonomia e senza particolari indicazioni. È così che ci viene mostrata in maniera nuda e cruda la vita di due adolescenti all’interno del Rione Traiano, con una scuola che li ha “abbandonati”, tra lavoretti e sogni da inseguire. Durante il docu-film, i due coinvolgono i vari volti che dipingono i quartieri del napoletano: i ragazzini che vogliono esser già grandi, chi è riuscito a trovare una propria strada lavorativa per mantenere la propria famiglia e chi, invece, rappresenta la faccia buia della zona. I due lo fanno l’intento di mostrare sia le cose belle che quelle brutte della propria realtà. Nessuna ipocrisia, dunque, ma solo una costante ricerca della verità. La stessa in cui viveva un loro coetaneo, Davide Bifolco.

Il regista

Agostino Ferrente, il regista, non è nuovo alla realtà napoletana. Già con “Le cose belle“, infatti, aveva raccontato uno spaccato di vita partenopea. Questa volta, però, si affida a due giovani autoctoni per farlo, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Attraverso la voce e gli occhi dei protagonisti, riesce a portare sullo schermo un prodotto senza muri, senza filtri, che arriva allo spettatore come un pugno nello stomaco, specialmente a quelli che fino al giorno prima giravano la testa dall’altro lato.

Il valore sociale e didattico

“Selfie” è un docu-film dall’alto valore sociale e didattico. Un’opera che andrebbe mostrata nelle scuole, che mostra un lato inedito di Napoli, che ci proietta in faccia la distinzione tra il bene e il male e come due giovani adolescenti si ritrovino, ogni giorno, a dover scegliere tra l’una e l’altra faccia della società in cui vivono. Proprio “la scelta” è uno dei punti fondamentali della pellicola, con i due che conoscono bene entrambi i volti del proprio quartiere e che scelgono di non varcare il confine tra il giusto e sbagliato.

Curiosità

L’idea di un film “auto-girato” dai ragazzi è venuta al regista dopo aver incontrato per caso Alessandro. Ferrente era in un bar con il padre di Davide Bifolco e nota una certa fretta nel cameriere che li sta servendo, Alessandro appunto. Il ragazzo voleva finire il lavoro per partecipare alla processione della Madonna Dell’Arco, così Ferrente gli chiede di riprendere l’evento e se stesso con il suo iPhone. Visto il girato, nasce il progetto “Selfie” a cui si aggrega anche Pietro che, avendo saputo del film, si presenta dal regista affermando che “se si fosse ripresa la vita dell’amico senza raccontare anche la sua si sarebbe realizzato un falso”.

I riconoscimenti

“Selfie” ha ottenuto, tra gli altri, il Premio David di Donatello 2020 come Miglior Documentario, stesso riconoscimento ottenuto al Luxembourg City Film Festival, ed ha ottenuto la “nomination” nella cinquina dei migliori documentari per l’European Film Awards 2019.

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Antonio Di Martino

Nato a Castellammare di Stabia. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania, dal 2015 inizio il mio percorso di collaborazione con diverse testate giornalistiche e radiofoniche. Dal 2019 sono direttore di ZonaCalcio.net e dal 2020 collaboro con StabiaPost.it.

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