Seduti in Platea – “Ultras”: il nuovo film Netflix tra amore e violenza

Ultras, il nuovo film originale Netflix, in collaborazione con Indigo film e Mediaset, vede l’esordio alla regia di Francesco Lettieri. La pellicola è stata distribuita sulla piattaforma Netflix lo scorso 20 marzo, escludendo la proiezione sul grande schermo, causa pandemia di Covid-19.

Un occhio alla trama

Ci troviamo a Napoli: il noto gruppo di tifoseria partenopea, gli Apache, affronta una forte crisi. A capo del gruppo c’è Sandro (Aniello Arena), conosciuto come “il Mohicano“, ormai cinquantenne, che sente il bisogno di una vita tranquilla. Il protagonista, a seguito di anni di scontri con le altre tifoserie, sta scontando un Daspo che gli impedisce di partecipare ai momenti in curva. È legato da una forte amicizia con Angelo (Ciro Nacca), membro sedicenne del gruppo di tifosi a cui si è avvicinato dopo la perdita del fratello, morto durante uno scontro in trasferta. La svolta nella vita di Sandro arriva quando incontra Terry (Antonia Truppo), che gli farà perdere la testa. Tra “il Mohicano” e il suo sogno di tranquillità si frappongono i giovani Pequeño (Simone Borrelli) e Gabbiano (Daniele Vicorito), che vorrebbero prendere il controllo degli Apache, con cui arriverà allo scontro fisico. Ad un certo punto, il protagonista si ritroverà a scegliere tra la vecchia e nuova vita.

Ultras sì, ma la squadra?

Il calcio non occupa una postazione rilevante, nonostante i riflettori siano puntati sulla tifoseria. Il regista ha ribadito più volte che il messaggio del film va ben oltre la fede per la squadra. L’obiettivo è quello di raccontare una storia d’amore, amicizia e violenza, in un mondo con le sue regole, ma lontano dalla criminalità (ovviamente in una versione molto romanzata!). Dopo l’uscita del film, sono state tante le critiche rivolte a Lettieri da parte di noti personaggi del mondo calcistico, Carlo Alvino tra questi. Il giornalista e telecronista si è espresso sul suo profilo Twitter, etichettando ‘’Ultras’’ come “assurdo e inverosimile”. Tante anche le accuse per dei riferimenti al giovane Ciro Esposito, ucciso a Roma durante una trasferta da un tifoso giallorosso. A seguito di questi episodi, il regista si è scusato, ma ha anche aggiunto che non vi erano riferimenti a questa dolorosa storia.

Le scelte registiche: il racconto urbano

La regia di Lettieri viene affiancata dalla scenografia di Peppe Fiore, senza dimenticare la fotografia di Gianluca Palma. Un connubio perfetto per un risultato che esalta il paesaggio urbano della bella Napoli, tra i suoi colori e la sua atmosfera caratteristica. Ciò che arriva ai nostri occhi è una regia che risulta leggera e rapida, grazie anche ad una raffinata scelta di luci e colori. I murales, predominanti in scena, chiudono il cerchio di quel tipico racconto partenopeo.

Sulle note di Liberato

Napoli, amore e passione riassumono spesso i testi di Liberato, ed ecco che i brani e la voce del chiacchierato artista partenopeo diventano colonna sonora. Se il messaggio del film è solo quello di raccontare una storia di sentimenti forti, chi meglio di Liberato in questo contesto?

Aniello Arena e Antonia Truppo, il “vero” in scena

Una delle qualità di Ultras è sicuramente il realismo dei dialoghi. In particolar modo quelli tra Terry e Sandro: due magnifici Aniello Arena e Antonia Truppo, una coppia che spicca anche grazie al loro ruolo principale nel film. Ricordiamo un po’ i due artisti: il primo, con un’esperienza nei film premiati a Cannes, “Dogman” e “Reality“, rinasce nell’arte dopo un passato da ergastolano nel carcere di Volterra. La donna, invece, ha alle spalle due David di Donatello come “Miglior attrice non protagonista”, premiata nel 2016 per Lo chiamavano Jeeg Robot e nel 2017 per Indivisibili.

4 pensieri riguardo “Seduti in Platea – “Ultras”: il nuovo film Netflix tra amore e violenza

  • 26/04/2020 in 09:22
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    Bravissima nel commentare questi eventi. Come sempre molto scrupolosa e precisa in tutto quello che metti in atto, continua così. Non perdere mai la tua grinta e creatività – Angela

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  • 26/04/2020 in 13:11
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    Bravissima ,hai scritto un bellissimo articolo

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