Affare Cirio, Cimmino all’attacco: “Io ho posto fine a troppi anni di connivente silenzio”

<<Innanzitutto rivolgo il mio vivo plauso e ringraziamento all’operato dei Magistrati e delle Forze dell’ordine per aver condotto con scrupolo e meticolosità una indagine lunga, articolata e complessa che ha fatto emergere aspetti a dir poco sconcertanti.>>
Con queste parole, il Sindaco Gaetano Cimmino ha introdotto ieri la sua diretta Fb, nel corso della quale ha fornito le attese precisazioni in merito alla vicenda ex Cirio che in queste ore sta sconvolgendo l’opinione pubblica.

Torna a parlare anche in merito alla mozione, presentata in Consiglio Comunale dal consigliere LeU Tonino Scala, nella quale veniva sollecitata l’adozione di un provvedimento di revoca in autotutela dell’atto commissariale. “Non compete al mio ruolo –  precisa il Sindaco Cimmino – alcuna attività di gestione, che è invece in capo ai dirigenti. Ma, in questo caso, non compete neanche al ruolo del dirigente”. Quest’ultimo, infatti, non avrebbe potuto annullare d’ufficio il provvedimento perché il commissario è stato nominato a colmare l’inadempienza del Comune e nell’esercizio dei poteri di controllo sostitutivo per l’adozione di un atto specifico. Quindi, le determinazioni potevano solo essere impugnate innanzi al giudice amministrativo.

Il Sindaco respinge ogni accusa e rivendica il proprio impegno sull’annosa vicenda, precisando di aver posto all’attenzione del dirigente del settore urbanistico – già all’atto dell’insediamento –  anche una serie di problematiche da affrontare e risolvere e, tra queste, quelle relative alla redazione del DOS, del PUC, dei problemi cimiteriali, Palazzo del Fascio e quella relativa al procedimento dell’ ex area Cirio.
Ed è proprio sulla scorta della articolata relazione, redatta dal dirigente nell’ottobre dello scorso anno,  ricognitiva dell’intera vicenda,  che <<sono state attivate le procedure che hanno portato alla revoca del permesso di costruire ma anche della convenzione già sottoscritta, anch’essa dal commissario, in maniera non legittima in quanto rientrante nelle competenze del Consiglio Comunale.>>

Rivolgendosi a chi ha amministrato nel recente passato, il primo cittadino si chiede <<come mai, solo ora, vengano offerte le più svariate soluzioni ed azioni da intraprendere, a fronte del fatto che questo procedimento trae le sue origini nel gennaio 2013 e si conclude nell’aprile del 2016 con la determina commissariale di accoglimento del permesso di costruire.>>
Nessun pronunciamento dall’allora competente settore tecnico e nessun intervento politico prima di questo momento, né tantomeno un ricorso al TAR che costituiva l’unico mezzo per impugnare le conclusioni adottate dal commissario. Anzi, <<una perdurante inerzia che ha fatto attivare l’intervento di un commissario ad acta.>>
Cimmino rincara la dose ed afferma che, nell’intera vicenda, è emerso un <<un connivente silenzio>> iniziato con l’inerzia amministrativa del settore e proseguito da parte di chi avrebbe potuto attivare, nei tempi dovuti, un ricorso al TAR.
<<Io ho posto fine a questa situazione di stallo. Io ho posto fine a questo connivente silenzio.>>

Intanto,  martedì scorso il Sindaco ha avuto il primo incontro con il rappresentante della struttura tecnica che si è aggiudicata la gara per la redazione del PUC che, in coerenza ed in continuità del DOS e delle linee guida, attraverso un condiviso dibattito di programmazione, dovrà dare vita  ad un processo di pianificazione con lo scopo di identificare un’idea di sviluppo partecipata che <<non può e non potrà lasciare spazi a visioni speculative, interessi, anche e soprattutto a quelli della criminalità.>>

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