Il Covid ha cambiato l’Europa: dal vincolo Maastricht ai 750 miliardi

Il Covid19 ha cambiato, forse per sempre, le nostre vite. Più in generale, la pandemia mondiale ha portato tutte le nazioni dover adattarsi e cambiare velocemente per far fronte a una emergenza senza confini e, in epoca recente, senza precedenti. Cambiamenti che, per forza di cose, hanno coinvolto in maniera diretta, e imprescindibile, l’intera Europa che, forse, ha raggiunto il punto più alto della propria esistenza, da quando è stata fondata. Per parlare di questo, è necessario fare una leggera riflessione sulla tanto discussa comunità europea e sui motivi della sua esistenza, da sempre al centro delle critiche dei sovranisti.

L’Unione Europea come strumento per la pace

L’Unione Europea, la tanto vituperata Europa, discendente di quella CECA (Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio) che nacque con la prospettiva di mantenere la pace in un continente che per secoli era stato teatro di mille battaglie, e che nella prima metà del 900 era stata protagonista dello scoppio dei due conflitti più sanguinosi della storia. “Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo” così Emilio Gentile riassunse nel titolo del libro che racconta le battaglie nelle trincee della grande guerra.

Nel corso della storia, tanti furono i tentativi di creare un qualcosa che tenesse insieme i popoli ed evitasse inutili belligeranze. Il primo atto fu la pace di Westfalia che vide i paesi europei impegnarsi per mantenere la pace e rispettare la sovranità nazionale, vi fu poi il “Concerto europeo” che all’indomani della caduta di Napoleone e della restaurazione dell’ancien regime vide impegnati gli stati nazionali a risolvere i conflitti politicamente, prima di passare alle armi. Vi fu poi – all’indomani della grande guerra – il tentativo di creare la Società delle Nazioni, organismo internazionale voluto dall’allora Presidente Wilson, tentativo che però cadde ostaggio delle mire espansionistiche di Hitler. Vi fu anche un tentativo visionario – quello di Aristide Briand – che in seno alla SDN aveva in mente di creare un organismo internazionale europeo, il Ministro degli Esteri francese aveva già in mente un’Europa unita, ma le sue memorie furono sepolte in seno ad una commissione della SDN.

Alla fine, la pace avvenne dopo la Seconda guerra mondiale finì e nacque l’antenato dell’attuale Europa, era la CECA, appunto. Aveva come obiettivo di mettere in comune le risorse più importanti per evitare futuri conflitti e il nostro paese – l’Italia – era li tra gli stati fondatori.

Tutta una serie di passaggi dalla creazione della CECA ad oggi hanno portato alla creazione di un’Europa a 28 stati (27 dopo Brexit), ma dal trattato di Maastricht in poi, l’Europa è stata sempre più bersagliata per voler entrare nella sovranità economica di ogni stato, per imporre manovre di bilancio rigorose e per “pretendere senza nulla in cambio”.

Come non dimenticare il fastidioso e incomprensibile vincolo del 3% di Maastricht e tutti gli atti che ne sono venuti dopo: six pack, two pack, fiscal compact. Totem inscalfibili che hanno portato all’attuale articolo 81 della costituzione, ovvero il pareggio di bilancio, totem che hanno retto – creando macelleria sociale – anche dopo la disastrosa crisi del 2008 con Italia, Spagna e Grecia che hanno pagato un prezzo altissimo.

Il Covid ha cambiato l’Europa

Ma la crisi del Covid19 ha cambiato il segno di questa Europa, prima è caduto il vincolo del 3%, poi lo scorso mercoledì c’è stata la svolta storica, l’Europa nata per mantenere la pace e che piano piano era diventata una “nemica del suo popolo” ha battuto un colpo fondamentale.

Infatti con le parole della Presidente della Commissione – Ursula Von der Leyen – l’Europa si illumina d’immenso. D’un tratto tutte le armi usate dai sovranisti italici sembrano spuntate.

La commissione – infatti – ha presentato un piano straordinario di aiuti di 750 miliardi, di cui 172,7 (la quota più alta) destinati all’Italia. Di questi, ben 81 miliardi a fondo perduto con un’operazione di solidarietà europea senza precedenti. D’un tratto le polemiche di Salvini e Meloni di questi anni si sono nebulizzate diventando improvvisamente incomprensibili e senza alcun fondamento.

La matrigna cattiva, che per questi figuri ha sempre preso e mai dato, d’un tratto ha inferto un colpo (si spera) mortale ad ogni velleità sovranista. Lo possiamo dire con forza, dopo la presentazione del piano di aiuti l’Europa si sveglia più solidale con i sovranisti sparsi per il continente annichiliti, con la frase che gli si gela fra i denti “vedremo se non saranno solo chiacchiere”.

Nel frattempo, a noi non resta che registrare che nel momento del bisogno, un aiuto è arrivato dall’Europa, mentre il sovranismo non avrebbe fatto altro che farci affogare nei nostri guai.

Non vedremo gli Stati Uniti d’Europa, forse ci vorranno ancora cento anni affinché si realizzi un processo che cementifichi un popolo – quello europeo – che non ha ancora consapevolezza di appartenere ad un’unica grande famiglia. Ma, non possiamo non registrare che siamo ad una svolta storica, l’Europa con la pandemia, sarebbe implosa se la risposta fosse stata la stessa del 2008, l’Unione invece ha dato una risposta che – non solo regge l’assetto attuale – ma rilancia un progetto europeo senza precedenti.

avatar

Vittorio Crispino

Nato a Torre del Greco. Laurea magistrale in Scienze della Politica presso l'Università "La Sapienza".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *