Italia, epilogo di una nazione mai unita: i fendenti del protagonismo

L’Italia, che da sempre è stata attraversata da fratture, spaccature, frazionamenti, si ritrova a dover fronteggiare il Covid-19 senza sapere cosa sia l’unità nazionale. Infatti, non basta intonare l’inno di Mameli dal balcone o riunirsi con ambulanze e macchine della polizia sotto i nosocomi per fare della nostra una nazione coesa dal punto di vista sociale, territoriale e politico.

È proprio analizzando questi aspetti che vengono al pettine tutti i nodi, tutte le questioni irrisolte che vanno avanti dai tempi dell’unità. La questione meridionale è sempre stata lì, irrisolta. Anzi, da quando s’è costruita la nazione ad oggi, le fratture e le divisioni sociali sono andate aumentando sempre più.

Ci siamo dunque ritrovati a contrastare un virus a noi sconosciuto, in un clima pesante, dove a farla da padrone è la prosopopea del singolo, con l’Italia chiusa in casa e che cerca di aggrapparsi a punti di riferimento che sembrano latitare. I singoli cittadini, soprattutto chi fa parte di quel vasto esercito di analfabeti funzionali, si trovano dinnanzi ad un flusso incredibile di nozioni, di informazioni e di direttive tra loro in contrasto.

Italia, polemica tra Governo e regioni

L’Italia di questi giorni è quella delle fake news spammate su Facebook, è quelle delle accuse reciproche tra il Presidente del Consiglio dei ministri e i Leader delle opposizioni ma, soprattutto, è quella della polemica giornaliera tra il Governo e le singole regioni, con un eccesso di protagonismo di quest’ultime.

Ogni giorno, quindi, siamo costretti a vedere il protagonismo di Presidenti di regione come Vincenzo De Luca che ogni settimana dalla sua pagina Facebook emana il proclama, che è un misto di propaganda e informazione, di polemica verso il mondo e autoesaltazione personale.

Un protagonismo, questo, che è diffuso e non riguarda soltanto le manie del singolo Governatore. Nella Babele italica, le Regioni disattendono o rendono più stringenti i singoli decreti del Governo, questo perché l’Italia non ha una disciplina costituzionale che centralizzi il potere nei momenti d’emergenza. Altri due fattori, però, influiscono riguardo l’ostentazione di potere che stiamo vivendo.

Il primo è l’estrema personalizzazione della politica che dal 1994 ad oggi ha distrutto i partiti ed ha creato i “nuovi mostri”, ovvero chi detiene cariche monocratiche. Il secondo fattore, ed il più importante, è la legge elettorale degli enti locali.

In un sistema politico come quello delle regioni, dove il Presidente viene eletto in maniera diretta, è evidente che questi si senta legittimato a prendersi il centro della scena. Una necessità, talvolta, figlia del dover “portare a casa” risultati importanti per la propria comunità, del dover accrescere il consenso elettorale da spendere alle future elezioni.

Il risultato di questa corsa al protagonismo, alla polemica e dunque al consenso, è una nazione sempre più divisa e confusa. 

avatar

Vittorio Crispino

Nato a Torre del Greco. Laurea magistrale in Scienze della Politica presso l'Università "La Sapienza".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *