L’Italia riscopre un Governo di Sinistra? 55 miliardi per ripartire

Dopo tanta attesa arriva il famigerato decreto aprile, rinominato – visto che è stato deliberato in maggio – decreto rilancio. Una potenza di fuoco inaudita, 55 miliardi di euro che equivalgono a due manovre finanziarie e comunque una spesa – da parte dello Stato – di gran lunga superiore rispetto agli standard ordinari. In politica, le tante attese quasi sempre generano grandi aspettative, per poi tradirle. “La montagna ha partorito un topolino” è l’espressione più usata per dipingere questo stato di cose, ma non è questo il caso.

Certo 55 miliardi grazie (finalmente) alla possibilità di derogare ai vincoli di bilancio dettati dai trattati europei, sono un’occasione più unica che rara ed anche se il decreto materialmente ancora non c’è, il Governo ha annunciato le sue misure principali. Bene, da quanto annunciato e da quanto battuto dalle varie agenzie questo decreto ha una logica, una visione ben precisa ed una prospettiva.

Varie sono le misure che ci fanno capire la direzione in cui questo Governo vuole andare, dalle cose più piccole ai grandi temi. Ad esempio, è ingente l’investimento in sanità, settore che per anni è stato bistrattato con lo smantellamento del SSN, con il blocco delle assunzioni e con la chiusura degli ospedali.

La direzione – in tal senso – era cambiata già dalla legge si bilancio dello scorso dicembre con 4 miliardi messi sul capitolo sanità a cui oggi se ne aggiungono altri 3,25. Investimenti importati che – come ci ricorda il titolare del dicastero alla salute – equivalgono al totale speso dallo Stato negli ultimi 4 anni. Queste risorse andranno a rafforzare il SSN, in particolare a rafforzare la rete territoriale, prevedendo anche assunzioni di personale medico sanitario, aumento delle terapie intensive ed incremento delle borse di studio di specializzazione.

Ma c’è dell’altro, il segno tangibile di una direzione chiara, netta – che da oggi possiamo davvero definire – progressista e che il Governo ha finalmente imboccato. In tal senso vanno letti gli investimenti sull’Università e la ricerca: 1,4 miliardi che andranno a rafforzare gli atenei italiani e che permetteranno di assumere 4000 ricercatori. Questo è un messaggio chiaro d’investimento sul futuro, un investimento sulla conoscenza.

Nella stessa direzione, ovvero con lo sguardo rivolto al futuro e sulle generazioni che verranno va anche l’investimento di 1,45 miliardi sulla scuola con la previsione di 16mila nuove assunzioni per un totale che dovrebbe arrivare a circa 80mila unità in tempi brevi, ma ci sono anche investimenti in tecnologia e nel ritorno in sicurezza dei nostri giovani in classe per il prossimo settembre.

Altro tema che solleva questa manovra è quello ambientale, passa al 110% l’eco-bonus e il sisma – bonus, così facendo il Governo incentiva gli italiani ad ammodernare le proprie case, a passare a classi energetiche superiori, a metter in sicurezza le proprie abitazioni, a passare ad energie rinnovabili tutto questo con una detrazione del 110% sulla dichiarazione dei redditi o la possibilità di cedere questa detrazione all’azienda che effettua i lavori. Una chiara sensibilità verso la tematica ambientale, ma anche un intervento che potrà generale molti posti di lavori nel campo dell’edilizia.

Si investe sul green anche per quanto riguarda la mobilità con il bonus di acquisto di bici elettriche e monopattini, fino ad un massimo di 500 euro e gli ecoincentivi che permetteranno, dal prossimo 1° gennaio di rottamare vecchie auto e motorini per poi poter recuperare quei soldi per acquisti di bici elettriche o di abbonamenti per il trasposto pubblico locale, un altro chiaro messaggio dunque da parte del Governo che il momento di tutelare l’ambiente è ora e non può più aspettare.

Segno tangibile di un Governo progressista è la norma sulla regolarizzazione di chi vive irregolarmente sul territorio italiano, queste persone – donne e uomini – talvolta impiegati nei lavori più faticosi e pagati pochi, pochissimi spiccioli potranno finalmente vedersi riconoscere un permesso di soggiorno e non sottostare alla criminalità organizzata.

Queste solo alcune misure che danno il segno, la direzione che il Governo vuole perseguire, ma non dimentichiamo la volontà di aiutare gli ultimi, con il reddito di emergenza a chi ha un ISEE inferiore ai 15mila euro e magari si è trovato tagliato fuori dal RDC o la proroga di ammortizzatori come la cassa integrazione in deroga e la riproposizione del bonus babysitter, perché in un paese civile dove vige una cultura democratica avanzata una donna non deve trovarsi dinnanzi alla scelta tra il lavoro e la crescita dei propri figli, perché questa è la visione di una destra conservatrice che ha lo sguardo all’indietro e i piedi piantati nel secolo scorso.

Ecco questo è il DL rilancio, logicamente non solo questo, perché in 55 miliardi c’è tanto, tantissimo anche per le imprese, per le partite ive, per i professionisti che in questa fase si trovano in enorme difficoltà e che potrebbero essere messi in ginocchio da questa pandemia, il Governo ha pensato anche a loro, l’ossatura vera del sistema economico del nostro paese.

Questo Governo dunque, seppur ancora non sia riuscito ad amalgamare tutte le sue componenti e lo scontro politico è all’ordine del giorno, ha messo in campo una visione nuova, progressista, ambientalista e lungimirante, facendo riscoprire all’Italia, dopo tanti anni, un Governo di Sinistra.

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Vittorio Crispino

Nato a Torre del Greco. Laurea magistrale in Scienze della Politica presso l'Università "La Sapienza".

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