Sinistra e M5S: dopo l’Umbria, un altro tentativo di alleanza con Sansa

L’annuncio della candidatura di Ferruccio Sansa è un fatto politico eccezionale, non tanto per la candidatura in sé per sé, ma per il fatto che dopo mesi di Governo, finalmente parte – anche sui territori – un laboratorio politico che cerca di tenere il M5s, il PD e la Sinistra. Finalmente gli alleati di Governo, riescono a mettere da parte le distanze (che pur ci sono) per lanciare il primo primo seme di un’alleanza che va alimentata con la passione politica dei militanti, con la cementificazione dei rapporti sui territori, con la dimostrazione che si può governare insieme e bene anche in comuni e regioni.

Questa alleanza ha un sapore del tutto nuovo, sa di aria fresca a differenza del disperato tentativo che si fece in Umbria, con un’alleanza che aveva più il sapore di una fusione a freddo alimentata dalla paura di perdere, inserita in una situazione complicata per i Dem in Umbria e con un Governo che stava muovendo ancora i suoi primi passi.
In Liguria tutto pare diverso, il Governo esce bene da un periodo in cui è stato sottoposto ad innumerevoli stress test, ha combattuto la pandemia, sta portando avanti il negoziato con UE e sta trovando – seppur nella dialettica di un Governo di coalizione – le soluzioni ai vari dossier aperti.

Questa volta l’alleanza di Governo riproposta in Liguria ha le spalle larghe e le gambe per correre lontano, perché è vero che le condizioni di partenza non sono del tutto favorevoli, è vero che Toti parte da strafavorito in questa contesa elettorale. Ma è pur vero che oggi succede un fatto nuovo che può riaccendere gli entusiasmi e può sovvertire un risultato che fino a ieri pareva già scritto.

Chi scrive non dimentica cosa successe 5 anni fa e il fatto che Giovanni Toti si è trovato a governare la Liguria quasi per caso e nello stupore generale, in primis il suo. Cinque anni fa il nostro paese era nella bolla del renzismo e il segretario PD decise di rompere con la sinistra calando da Roma la sua candidata alla presidenza (Raffaella Paita), quella sciagurata scelta divise il campo del centrosinistra regalando la vittoria a Giovanni Toti, che vinse con il 34,45% dei voti.

Oggi tutto è cambiato, la coalizione di Governo è solida è può mettere in discussione la rielezione di Toti, oltre ad aprire una fase nuova per la Liguria e per l’Italia.

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Vittorio Crispino

Nato a Torre del Greco. Laurea magistrale in Scienze della Politica presso l'Università "La Sapienza".

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