Dieta mediterranea o chetogenica, come si combattono sovrappeso e obesità

Il sovrappeso e l’obesità sono temi di grande rilievo nel quadro della Sanità Pubblica del nostro Paese. Ma dove e come si combatte l’obesità?

Dieta mediterranea - Cucina - AlimentazioneSicuramente con l’attività fisica ma anche e soprattutto a tavola. La Dieta mediterranea non è solo un regime alimentare ma un vero e proprio stile di vita. Diversi studi e ricerche hanno dimostrato gli effetti positivi che questa dieta comporta per la salute e il benessere in generale. Seguire una dieta Mediterranea significa avere ogni giorno una tavola piena di odori, colori, sapori a seconda dei ritmi delle stagioni. Infine, forse il più prestigioso riconoscimento è arrivato dall’UNESCO che l’ha inserita nella sua lista che raccoglie gli elementi del patrimonio culturale immateriale considerati rappresentativi dell’umanità.

Alla base della nostra salute ci deve essere una sana e corretta alimentazione ma prima ancora l’educazione ad un corretto comportamento alimentare. Un’alimentazione equilibrata prevede 5 pasti al giorno, consumare frutta e verdura di stagione, variare gli alimenti quanto più possibile e bere almeno 1,5l di acqua al giorno.

Dieta chetogenica per dimagrire velocemente, che cos’è?

La Dieta chetogenica è una dieta la cui natura è spesso fraintesa. Esaltata da alcuni come mezzo efficacissimo per il dimagrimento, demonizzata da altri per i supposti rischi che gli si ascrivono, è in realtà uno strumento importante in tutta una serie di situazioni; un regime alimentare particolare che va utilizzato con le dovute precauzioni, ma che può garantire risultati rilevanti dove altri metodi spesso falliscono.

La prima cosa importante da chiarire è che la chetogenica non è una dieta iperproteica, ma normoproteica, con una bassa introduzione di grassi e carboidrati. Ciò fa sì che l’organismo non prenda più l’energia dai carboidrati, ma dai grassi, diminuendo in questo modo notevolmente la massa grassa. La restrizione severa dell’apporto di carboidrati, infatti, attraverso l’azione su ormoni quali insulina e glucagone, promuove la mobilitazione di lipidi dai tessuti di riserva e la loro utilizzazione a scopo energetico. Vista la scarsità di glucosio, l’acetilCoA presente viene utilizzato per la produzione di corpi chetonici, sostanze dai nomi complessi come acetone, acetoacetato  e acido β-idrossibutirrico, che divengono carburante d’elezione per le cellule del Sistema Nervoso Centrale. Durante la chetosi la glicemia viene comunque mantenuta su livelli normali grazie all’utilizzo di aminoacidi glucogenetici e, soprattutto,  glicerolo, derivante dalla demolizione dei trigliceridi, per la formazione di glucosio.

I chetoni in eccesso, non utilizzati a livello dei tessuti, vengono eliminati attraverso la respirazione in forma di acetone e tramite le urine; a questo fine è fondamentale bere almeno 2,5l di acqua al giorno. La chetosi determina modifiche nella concentrazione di diversi ormoni e nutrienti, tra cui grelina, amilina e leptina e, ovviamente, dei corpi chetonici stessi. È probabilmente attraverso queste variazioni che viene a determinarsi uno degli effetti più rilevanti della dieta chetogenica: la riduzione o la totale scomparsa della sensazione di fame che è tipica della chetosi profonda, indubbiamente una situazione che meglio aiuta a sopportare le rigorose restrizioni alimentari di questa dieta.

Come si imposta una dieta chetogenica?

La dieta chetogenica prevede innanzitutto una riduzione dell’apporto giornaliero di carboidrati al di sotto dei 30 g al giorno. Il contributo proteico, al contrario di quanto comunemente si crede, viene mantenuto su valori di poco superiori a quanto indicato nelle linee guida, valori che oscillano intorno a 1-1,5 g per kg di peso corporeo, attestandosi intorno ai 50/120 grammi giornalieri a seconda delle caratteristiche del paziente. Ovviamente le proteine devono provenire da alimenti di buona qualità: sono quindi favoriti pesce, carne, uova.

In specifici casi è possibile ricorrere all’uso di integratori proteici per raggiungere il fabbisogno giornaliero stimato. I grassi devono provenire da olio extravergine d’oliva, frutta secca e pesce. Le verdure possono essere consumate in quantità abbondante, evitando però carote, zucca, patate, fagiolini, broccoli e peperoni, essendo questi più ricchi di carboidrati. La dieta chetogenica non può essere protratta indefinitamente nel tempo: la maggior parte degli studi suggerisce che un piano alimentare chetogenico mirato al dimagrimento debba essere utilizzato per un periodo di 8/12 settimane.

Al termine del percorso chetogenico il paziente deve essere guidato al progressivo reinserimento di alimenti contenenti carboidrati, con un passaggio graduale a uno stile alimentare sostenibile nel lungo periodo, una vera dieta mediterranea, che possa permettere di mantenere i risultati raggiunti nel tempo.

Quali sono quindi le differenze tra dieta mediterranea e la dieta chetogenica?

La prima differenza fondamentale è che la chetogenica è una dieta normoproteica, ma ipolipidica e ipoglucidica; quindi non è un’alimentazione equilibrata e non può essere protratta nel tempo. La dieta mediterranea, invece, rappresenta un vero e proprio stile di vita, in cui la perdita di peso è più lenta ma più facile da mantenere. Essa è finalizzata all’educazione alimentare, mentre la chetogenica ad un obiettivo a breve termine, che poi dovrà comunque portare ad un’alimentazione equilibrata.

Quando e a chi è consigliata la dieta chetogenica?

I soggetti più indicati per la dieta chetogenica sono gli obesi gravi, che non riescono più a perdere peso con una dieta “normale” oppure che hanno bisogno di una spinta motivazionale inizialmente, in modo da non scoraggiarsi per i tanti kg da perdere. Un altro importante caso di applicazione è quando c’è un blocco del metabolismo: la dieta chetogenica permette di dare una scossa al metabolismo, facendolo ripartire. Altro importante ambito d’applicazione è quello legato alla preparazione di soggetti candidati a chirurgia bariatrica e al trattamento di soggetti che richiedano un rapido calo di peso nella preparazione ad interventi chirurgici o nel trattamento di patologie osteo-articolari in cui il peso corporeo abbia un ruolo determinante.

Quando invece non è indicata? La dieta chetogenica è controindicata in una serie di condizioni patologiche particolari: gravidanza e allattamento; insufficienza renale; insufficienza epatica; diabete di tipo I; cardiopatie; alcolismo; disturbi del comportamento alimentare; disturbi mentali.

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Le Nutrizioniste

Le Nutrizioniste Dott.ssa Lucia Scarica Dott.ssa Teresa Desiderato Biologhe della nutrizione Corso Vittorio Emanuele 158 c/o centro ME.DI., Castellammare di Stabia Noi siamo quello che mangiamo: la nostra dieta non è un sacrificio ma uno stile di vita!

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