La salute vien mangiando – Il diario alimentare

Feuerbach afferma: «L’uomo è quello che mangia». Spesso però non c’è consapevolezza di ciò che realmente si mangia. Purtroppo, la maggior parte delle persone non è consapevole delle calorie che introduce e consuma e di conseguenza spesso fallisce nel tentativo di controllare il proprio peso.

Quante volte vi sarà capitato di aver avuto la sensazione di aver mangiato poco e magari durante il pomeriggio avete dimenticato tutti gli snack consumati, o al contrario di aver mangiato troppo.

E’ molto facile fare confusione se non si ha uno strumento grazie al quale possiamo monitorare ciò che abbiamo mangiato e le emozioni associate.

Per far fronte a questo problema la ricerca scientifica ha ideato il “diario alimentare”, uno strumento che migliora la consapevolezza delle calorie assunte e consumate. Specialmente in questo periodo così delicato, in cui siamo costretti a trascorrere più tempo a casa rappresenta un ottimo alleato.

Sostanzialmente, il diario alimentare è un registro giornaliero nel quale si segna ciò che si mangia con l’orario e il luogo di consumo, aggiungendo poi altre informazioni specifiche a seconda dell’uso che se ne vuole fare.

Numerose ricerche hanno dimostrato l’importanza dell’uso del diario alimentare nel trattamento del sovrappeso e dell’obesità. Le persone infatti che nella fase di perdita di peso compilano il diario alimentare e contano le calorie assunte con il cibo perdono il doppio del peso rispetto a quelle che non lo fanno. Inoltre con l’ausilio del diario alimentare è possibile individuare eventuali carenze o eccessi di proteine, carboidrati e grassi.

A cosa serve il diario alimentare?

Fare ordine su ciò che si mangia è sicuramente utile per molti motivi:

  • avere dati reali riguardo la nostra alimentazione
  • non creare confusione
  • monitorare le emozioni
  • monitorare l’alimentazione
  • capire se esiste effettivamente un legame tra l’alimentazione e l’emozione provata
  • fare chiarezza sul nostro stile di vita
  • avere chiarezza sulle strategie utilizzate per gestire le emozioni
  • riflettere sulla possibilità di chiedere aiuto
  • fornire al professionista che ci supporta un quadro chiaro della situazione
  • riuscire a pianificare un intervento mirato ed efficace.

In presenza di patologie dell’apparato gastrointestinale il diario alimentare è utile ad evidenziare sintomi avversi correlabili al consumo di determinati alimenti, chiedendo al paziente di annotare disagi avvertiti nelle ore post-prandiali; ad esempio, si potrebbe notare un aumento del transito intestinale a seguito del consumo di latticini o di verdura cotta, o l’insorgenza di nausea e vomito dopo pasti speziati: la visione del diario aiuta il nutrizionista a compilare il piano alimentare più indicato per le problematiche del paziente.

In caso di sospetti per intolleranze alimentari, il diario può rivelarsi anche più utile dei test condotti in ospedale, che spesso non sono sufficientemente sensibili a rilevare tali intolleranze. Se si chiede al paziente “dopo che alimenti avverti i sintomi?” è molto difficile che sappia rispondere in maniera esaustiva, invece annotando per 10-15 giorni tutto ciò che si mangia e tutte le problematiche riscontrate risulterà molto più semplice isolare i fattori scatenanti. Procurati un quaderno, un’agenda vuota, un block notes o un raccoglitore con fogli e trasformalo in diario, il tuo, personale.

Cosa si scrive nel diario alimentare?

Analizziamo adesso cosa annotare:

  1. data e orario del pasto;
  2. luogo del pasto: casa, lavoro, casa di amici o familiari, bar, pub, mensa, alla scrivania da lavoro, davanti al computer. La necessità di questo dato nasce dalla possibile valutazione che in alcuni luoghi si mangia in quantità maggiori e senza alcun freno rispetto ad altri;
  3. cibi e bevande consumate, specificando anche il numero di cucchiaini di zucchero, miele o dolcificante usato;
  4. quantità espressa in peso o secondo misure casalinghe (cucchiaio, cucchiaino, bicchiere da acqua o da vino, mestolo ecc);
  5. con chi: familiari, amici, colleghi o da soli. Questa informazione aiuta a capire se quel tipo di alimentazione è associabile alla presenza o meno di altre persone, quindi, per sapere in particolar modo se il tuo modo di mangiare è influenzato o meno dalla presenza di altre persone;
  6. sintomi o sensazioni particolare avvertiti dopo i pasti.

Diario Alimentare

Parti dalla colazione, non dimenticare gli spuntini, e annota rigidamente tutto ciò che hai ingerito a pranzo e a cena. Non tralasciare nessuna informazione, trascrivi anche il numero delle caramelle, dei chewing gum o di cioccolatini che mangi all’occasione.

Per rendere il diario alimentare ancora più efficace, compilata la tabella alimentare, aggiungine un’altra: la tabella dell’attività fisica.

Inserisci:

  1. Orario
  2. Tipo di attività
  3. Minuti di attività fisica
  4. Contesto: luogo (a casa, in palestra, al parco…) e compagnia (da solo, con personal trainer, con amici)
  5. Commento (felice, soddisfatto, insoddisfatto).

Quando c’è un disturbo alimentare o un rapporto conflittuale con il cibo il diario alimentare è uno strumento preziosissimo, da commentare sia con la nutrizionista che con la psicologa al fine di poter impostare il percorso terapeutico migliore.

Al termine della compilazione, la lettura del  diario alimentare sarà una spinta per intraprendere una corretta alimentazione. Basterà osservare la parabola della propria alimentazione: se all’inizio non era equilibrata, nel corso delle pagine si noteranno cambiamenti positivi. Con questa presa di coscienza sicuramente si raggiunge l’obiettivo con meno sforzi e a mente più serena.

Con il Diario Alimentare si cambia e si migliora a livello di coscienza personale, equilibrio e funzionalità della dieta effettuata.

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Le Nutrizioniste

Le Nutrizioniste Dott.ssa Lucia Scarica Dott.ssa Teresa Desiderato Biologhe della nutrizione Corso Vittorio Emanuele 158 c/o centro ME.DI., Castellammare di Stabia Noi siamo quello che mangiamo: la nostra dieta non è un sacrificio ma uno stile di vita!

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