Alessandro Ambrosi e la Juve Stabia, un amore raccontato dal “Re Leone”

Stagione 2004-2005. La Juve Stabia del presidente Paolo D’Arco si presenta ai nastri di partenza dell’allora C2 con una coppia d’attacco che promette faville: Gigi Castaldo ed Alessandro Ambrosi. Il primo è una riconferma, dopo il campionato precedente sempre in maglia gialloblù. Il secondo, invece, è appena arrivato dal Pisa con in dote 181 centimetri di cattiveria agonistica che, unita ad una folta capigliatura, gli affibbia il soprannome di Re Leone.

Sotto le pendici del Faito, Ambrosi resterà solo 18 mesi, ma tanto basterà all’attaccante di Fiuggi per guadagnarsi l’amore eterno della tifoseria delle vespe.

A raccontare la sua storia calcistica con la squadra di Castellammare di Stabia è proprio il Re Leone in un’intervista esclusiva per StabiaPost.it.

La scelta Castellammare – “Prima di Castellammare sono stato due anni a Pisa. La prima stagione feci 17 gol e perdemmo la finale playoff per la promozione in Serie B. Nell’annata seguente, invece, nella prima parte del campionato realizzai 12 gol poi, per motivi societari, venni messo da parte andando a scadenza di contratto. Per questi motivi, ho avuto tempo per valutare le tante proposte prima di scegliere Castellammare. Una scelta presa dopo un colloquio con il direttore sportivo ed il presidente D’Arco che mi proposero un progetto importante, ambizioso, in una piazza già affrontata e ammirata da avversario, a cui aggiunsero un’offerta economica allettante. Tutto questo mi fece scegliere le vespe rispetto ad altre società, anche di categoria superiore”.

Il rapporto coi tifosi – “L’affetto coi tifosi è stato il leitmotiv della mia carriera. Ho sempre vissuto il calcio con genuinità, impegno e professionismo, dentro e fuori dal campo. In particolare, in quegli anni, ho stretto un legame speciale con “Zio Vincenzo“, il custode, che era il nostro primo supporter, una persona stupenda. Nel rettangolo verde ci mettevo tanta cattiveria agonistica a cui, per fortuna, accompagnavo tante reti. Anche a Castellammare, nonostante diverse partite saltate, ho segnato tanti gol. Ritengo che il tifoso giudichi e si affezioni ad un calciatore in base a quello che questi dà alla causa, sono contento che ovunque sia andato sia riuscito ad instaurare legami importanti con la tifoseria”.

Ricordi e gol – “Di ricordi importanti ne ho tanti a Castellammare, in particolare l’ambiente. Avevo affrontato diverse volte la Juve Stabia da avversario, subendo quella passione e quell’amore viscerale dei tifosi verso la squadra. Da gialloblù ho vissuto quell’emozione e porto con me il rapporto con la gente del posto. Di goal ne ho fatti tanti, anche belli, ma quelli più importanti sono quelli che hanno dato più soddisfazione ai tifosi. Di testa, di nuca o di piede non era importante, l’importante era fare goal”.

Paolo D’Arco – “Io, generalmente, ho sempre avuto ottimi rapporti con i presidenti. Con D’Arco c’è stato un feeling dal primo istante, perché fin da subito dava l’idea di essere una persona buonissima e con una spiccata intelligenza. Era una persona che amava ciò che faceva e quello che stava creando. Si è instaurato un rapporto tra noi che andava oltre all’aspetto calcistico, è una delle più belle persone che io abbia mai incontrato nel mondo del calcio”.

Il gruppo – “Saltuariamente qualche compagno lo sento ancora, con altri ho avuto modo di rincontrarmi. Era un gruppo fatto di persone eccezionali, da Rufini a Scoponi, con cui vivevo. Parliamo di rapporti che vanno aldilà del tempo. Ripeto, eravamo una squadra importante che, senza le vicissitudini societarie che sappiamo, avrebbe potuto dire la sua in un campionato dove c’erano anche Napoli e Frosinone”.

Il Menti – “Spero di tornare presto al Menti. Anche se la distanza non è abissale, in questi anni non ho avuto modo di farlo. Al contrario, diverse volte ho avuto modo di vedere le vespe quando sono venute dalle mie parti, portando anche bene visto che dopo il ritiro a Fiuggi c’è stata la promozione in Serie B (ride N.d.R.). Conto quanto prima di tornare a Castellammare, per rivivere quelle sensazioni e salutare tanti amici che ho lasciato lì”.

Alessandro Ambrosi oggi – “Ho un centro sportivo qui a Fiuggi con una società che si occupa di settore giovanile e mi dedico allo scouting ed ai camping, sempre a livello giovanile, con tante esperienze all’estero tra Cina, Svezia e Tanzania”.

La redazione di StabiaPost.it ringrazia Alessandro Ambrosi per la disponibilità e la cortesia.

Antonio Di Martino

Nato a Castellammare di Stabia. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania, dal 2015 inizio il mio percorso di collaborazione con diverse testate giornalistiche e radiofoniche. Dal 2019 sono direttore di ZonaCalcio.net e dal 2020 collaboro con StabiaPost.it.

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